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Domenica, 26 Maggio 2024
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Città metropolitana, buco di 94 milioni. Saranno venduti i palazzi pregiati?

L'ipotesi di mettere in vendita l'edificio della prefettura (che vale almeno 80 milioni) e altri, per destinare il 50% a coprire il buco

Rischia il fallimento finanziario la Città metropolitana. Il buco è di circa 94 milioni di euro, incolmabile sia col bilancio dell'ente che ha sostituito la provincia (troppo scarse le leve fiscali disponibili) sia con una iniezione di denaro da parte dello stato. Il sindaco metropolitano Giuliano Pisapia e il consigliere delegato al bilancio Pietro Romano sono alle prese con un problema che pare insormontabile. Il 25 giugno c'è unvertice a Roma, con il sottosegretario Claudio De Vincenti, per trovare una soluzione.

Per i milanesi, l'unica strada possibile è vendere il patrimonio immobiliare destinando almeno il 50% del ricavato a ripianare il buco di bilancio. E' già avviata la procedura per il palazzo di corso di Porta Vittoria, che ha ottenuto un'offerta da 38 milioni di euro da parte dell'Autorità per l'energia: cifra da cui è quindi partita la base d'asta. Ciò significa una ventina di milioni che, secondo il piano di Pisapia e Romano, andrebbero a far diminuire il buco di bilancio. Non è un cattivo affare visto che l'immobile è stato valutato 42 milioni dall'Agenzia delle entrate.

Altri due edifici potrebbero essere alienati: gli uffici tecnici di viale Piceno (ci provò già il presidente provinciale Guido Podestà senza successo) e l'edificio della prefettura in corso Monforte (che vale almeno 80 milioni). 

L'opposizione ne approfitta per "colpire". La coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini, per esempio, definisce "inconcludente" la sinistra milanese ricordando che, "dopo alate promesse e decine di convegni a base di favole", ora "la città metropolitana naufraga". Ce n'è anche per il governo che - "invece che abolire le province e distribuire le competenze tra comuni e regioni" - ha appunto creato la città metropolitana con la Legge Delrio, "un carrozzone vuoto". Per dovere di cronaca - e di memoria - Forza Italia aveva contrastato l'abolizione delle province, insieme alla Lega Nord, quando l'aveva proposta il governo di Mario Monti, per poi invocarla - ai tempi della Legge Delrio - purché fosse una riforma costituzionale (molto più lenta, che comunque andrà fatta prima o poi), votando contro la stessa Legge Delrio. Se però questa fosse stata bocciata, presumibilmente oggi non avremmo le vecchie province abolite, bensì le vecchie province ancora del tutto in auge. Costi compresi.

E d'altra parte, sempre da Forza Italia, arriva invece la solidarietà a Pisapia. Secondo il coordinatore cittadino Giulio Gallera, infatti, "ben altre difficoltà si presenteranno già nelle prossime settimane, se il governo non interverrà al più presto per risolvere il dissesto denunciato da Pisapia a cui va la mia solidarietà; e sostegno per le vendite straordinarie proposte conoscendo bene la grave difficoltà di bilancio della Città metropolitana che ha come unico responsabile il premier Renzi".

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