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Biscardini a un convegno

Biscardini a un convegno

Palazzo Marino, il socialista Biscardini vuole lasciare il Pd

"Maretta" nel gruppo democratico, l'esponente socialista: "Poca libertà per esprimere le mie idee"

Che la maggioranza avesse qualche mal di pancia, a Palazzo Marino, era ormai palese. Sempre difficili i rapporti tra giunta e consiglio comunale, complicati - non sempre, ma spesso - anche quelli interni ai gruppi consiliari. Gli ultimi "casi", in primis l'allontanamento di Stefano Boeri che non è più assessore alla cultura, avevano acutizzato qualche polemica. Anita Sonego per esempio (Fds) aveva sottolineato che un maggior coinvolgimento dei consiglieri comunali avrebbe sicuramente portato più entusiasmo in loro stessi nell'approvare le decisioni di giunta. Non era stata l'unica esponente della maggioranza a storcere il naso sull'esclusione di Boeri e sul "silenzio" coi consiglieri.

Proprio lunedì 25 invece è stato Marco Cappato (Radicali) a invitare il nuovo assessore al bilancio Francesca Balzani a un dialogo con la maggioranza in aula sul bilancio di previsione del 2013, dopo che nel 2012 lo stesso esponente pannelliano aveva lamentato di dover ritirare tutti gli emendamenti perché stava scadendo il tempo. "Che sia l'ultima volta", l'aveva giurata.

Ma il "mal di pancia" più forte lo sente Roberto Biscardini, socialista iscritto al gruppo del Pd, nella cui lista è stato eletto a Palazzo Marino e inizialmente candidatosi alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato presidente della Lombardia. In occasione del bilancio 2012, rientrando dopo una malattia, tuonò che il taglio sulle spese correnti era solo del 2%: "Manca l'inversione di marcia rispetto alla Moratti", affermò davanti a un'aula ammutolita.

Biscardini torna ora sul discorso, confermando la sua insoddisfazione per quello che "la giunta non sta facendo". In una intervista ad Affari Italiani, l'esponente socialista afferma di "sentire la necessità di esprimere le mie idee con più libertà di quanto il gruppo del Pd mi consenta". In altre parole, annuncia di lavorare per uscire dal Partito democratico. Per andare dove? Lui parla di "un gruppo riformista con più consiglieri", sempre nell'alveo della maggioranza di Pisapia ma da una posizione più critica.

Per formare un nuovo gruppo a Palazzo Marino occorrono tre consiglieri, diversamente dai monogruppi scaturiti dopo le elezioni. Dificile individuare possibili esponenti del Pd disposti a seguire Biscardini e di conseguenza a "divorziare" dal proprio partito. Il consigliere di maggioranza più vicino alle posizioni di Biscardini è piuttosto Marco Cappato, "titolare" del monogruppo scaturito dalla lista dei Radicali.

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