Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Blocco del traffico a Milano: è il giorno delle polemiche

Dopo la decisione di Palazzo Marino (e di alcuni comuni dell'hinterland) di bloccare il traffico privato tra le 10 e le 16 dal 28 al 30 dicembre 2015

Polemiche sullo smog

Il blocco del traffico privato (dalle 10 alle 16, dal 28 al 30 dicembre, con alcune eccezioni) è realtà. Il comune di Milano lo ha annunciato nel tardo pomeriggio del 23, seguito a ruota da alcuni comuni dell'hinterland e dal comune di Pavia. Pierfrancesco Maran (assessore alla mobilità) e Giuliano Pisapia (sindaco di Milano) hanno difeso il provvedimento, dovuto all'inusuale livello di inquinamento da polveri sottili che non ha risparmiato Milano nemmeno il giorno di Natale, e hanno chiesto a quanti più comuni possibile di seguire l'esempio milanese.

Tutti sono infatti consapevoli che il problema non si risolve del tutto con provvedimenti d'emergenza, ma anche che questi stessi provvedimenti - e altri ancora - sono tanto più efficaci quanto presi in un'area vasta. E' l'intera Pianura Padana a soffrire delle polveri sottili in eccesso.

Il centrodestra milanese non ha perso l'occasione per scatenare polemiche. Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, ha dato una stoccata alla giunta sulla sua pagina Facebook: «Quel genio di Pisapia ha deciso tre giorni di stop (..) secondo me è una cazzata che non risolve i problemi dell'aria (che fa schifo) ma disturbano solamente chi vorrebbe lavorare», ha scritto.

Più argomentato il parere di Riccardo De Corato, consigliere comunale e regionale di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco di Milano col centrodestra. «Servirebbero politiche strutturali dirette verso il gas, l'energia solare e le biomasse. L'Italia è in ritardo di decenni su questi provvedimenti. Per battere l'inquinamento ci vorrebbero misure nazionali che riguardano tutta la Pianura Padana», ha affermato. Nicolò Mardegan (coordinatore della lista Noi x Milano) ha spiegato che «i blocchi una tantum sono inutili» e vanno invece effettuate operazioni strutturali: più veicoli elettrici nel car sharing, parcheggi sotterranei vicino ad alcune metropolitane, rinnovamento dei sistemi di riscaldamento degli edifici. «L'inquinamento - ha aggiunto - fa più morti dei tumori e del tabacco. Partiamo da questo dato e usciamo dalle diatribe propagandistiche».

Ritiene inutili i divieti anche Corrado Passera, candidato a sindaco di Italia Unica, secondo cui «solo con i poteri e l'autonomia della Grande Milano che realizzeremo a norma di Costituzione (la città-regione, n.d.r.) avremo la possibilità di attuare misure più efficaci in un'area che supera i soli confini comunali». Roberto Biscardini (Psi), presidente della commissione urbanistica a Palazzo Marino ed eletto con il centrosinistra, ritiene «più che giustificata da ragioni di emergenza» la chiusura del traffico, ma evidenzia che «dal punto di vista strutturale non si è fatto pressoché nulla. Persino l'adozione di nuovi asfalti e l'utilizzo di prodotti mangia-smog sarebbero stati interventi possibili».

Roberto Scanagatti, sindaco di Monza e presidente lombardo dell'Anci (Associazione dei comuni), invita la regione Lombardia a prendere la regia degli interventi anti-smog: «Per legge ne ha facoltà», spiega, argomentando che moltissimi comuni dell'area interessata non sono in grado di affrontare la situazione per «problemi organizzativi e mancanza di strumenti operativi». E la regione sembra d'accordo. Il governatore Roberto Maroni ha infatti convocato, per lunedì 28 dicembre, un tavolo con i vertici dell'Anci lombarda e tutte le principali istituzioni, per coordinare l'azione dei comuni lombardi e coinvolgere anche le altre regioni della Pianura Padana. Appuntamento a Palazzo Lombardia alle 18.30.

Apparentemente siamo al "teatrino della politica": ai tempi delle cosiddette "domeniche a piedi" decise dall'allora sindaco Letizia Moratti, gli esponenti dell'allora maggioranza di centrodestra non inveivano contro questi provvedimenti e non definivano pubblicamente «una cazzata» il blocco del traffico. Che è certo un palliativo, che però in una situazione di emergenza (il livello delle polveri sottili è oltre soglia da trentun giorni) può essere utile quantomeno a riportare la qualità dell'aria ad un livello più accettabile. In attesa che tutti, compresi la regione e il governo, si mettano a studiare il problema e trovare soluzioni strutturali. Non per il bene di una parte politica o dell'altra, ma dei cittadini.

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