Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Boeri attacca il suo partito: "Questo Pd non è una cosa seria"

Dopo il suo "licenziamento" l'ex assessore alla cultura passa al contrattacco

Dopo il rimpasto del sindaco Giuliano Pisapia che lo ha letteralmente tagliato fuori dalla giunta, Stefano Boeri ( al suo posto Filippo Del Corno) passa al contrattacco e nel mirino, dopo il suo 'licenziamento' da assessore alla Cultura del Comune, mette il suo partito.

"Il Pd a cui credo non è questo - attacca a Radio Popolare -: non è il Pd che mi liquida, che mi vende in una riunione di sabato mattina". Ma a non piacergli, soprattutto, è il metodo con cui è stato sollevato dall'incarico.

"Quando si prendono decisioni così importanti non si possono fare vertici tra quattro persone", afferma, "a cui partecipano solo il sindaco, due dirigenti ormai appassiti e un capogruppo in procinto di entrare in giunta. C'é la città, bisognerebbe capire gli effetti sulla città e rispondere soprattutto ai cittadini".

"Io sono del Pd, ero candidato per il Pd alla primarie milanesi", ricorda Boeri. "Ho preso 13.000 preferenze e abbiamo portato 20 consiglieri a Palazzo Marino. Quello è il Pd a cui credo, non questo piccolo apparato di rancorosi. Così andiamo a finire verso un declino inarrestabile". Insomma, ribadisce l'architetto, il partito a cui crede non è quello "fatto di calcoli e poltrone" o quello che "in Consiglio comunale è terrorizzato dalle politiche nuove e che per questo sacrifica una persona e una politica nuova, quella politica che abbiamo costruito assieme e che ci ha fatto vincere nel 2011. Questo Pd non è una cosa seria, è una cosa incredibile", conclude.

Nel pomeriggio di lunedì un gruppo di suoi sostenitori manifesterà davanti al Comune di Milano.

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