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Bomba contro polizia locale, Rondini (LN): "Reagire subito contro mafie al Nord"

"Siamo molto preoccupati. Anche se è giusto aspettare l'esito delle indagini in corso, la dinamica di questo attentato, che appare organizzato da professionisti, sembra non lasciare dubbi su quale possa essere la matrice. Occorre reagire in maniera ferma e immediata. Come già abbiamo fatto in passato non esiteremo a mobilitarci contro la minaccia mafiosa", queste le parole dell'onorevole Rondini (LN)

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

"Siamo molto preoccupati. Anche se è giusto aspettare l'esito delle indagini in corso, la dinamica di questo attentato, che appare organizzato da professionisti, sembra non lasciare dubbi su quale possa essere la matrice. Occorre reagire in maniera ferma e immediata. Come già abbiamo fatto in passato non esiteremo a mobilitarci contro la minaccia mafiosa". Lo afferma il deputato e segretario provinciale della Lega Nord, on. Marco Rondini in relazione all'attentato subito questa notte dalla Polizia Locale di Paderno Dugnano dove all'una circa è esplosa una bomba che ha innescato anche un principio d'incendio nel palazzo che ospita la locale stazione della PL.

"Fatti come questo - continua il parlamentare del Carroccio - ci ricordano quanto sia importante non abbassare mai la guardia contro la criminalità organizzata che purtroppo si è incistata anche nel nostro territorio. Dopo gli ottimi risultati frutto del lavoro dell'ex ministro dell'interno Roberto Maroni, non vorremmo che l'attenzione dello Stato si sia attenuata. Paderno - aggiunge Rondini - è un Comune che in passato ha subito episodi molto gravi come l'ormai tristemente nota cena al circolo Arci "Falcone e Borsellino" dove i capi delle "ndrine" calabresi si erano dati appuntamento per eleggere il nuovo boss. Immagini (riprese dalle telecamere nascoste delle forze dell'ordine) che hanno fatto il giro del mondo gettando un'ombra inquietante che Paderno non merita, anche per il fatto che quasi sempre i responsabili di simili situazioni non sono persone del posto, ma vengono da altre regioni d'Italia. Speravamo che con gli arresti e il successivo processo celebrato l'anno scorso, l'episodio potesse considerarsi archiviato. I fatti però ci dimostrano che non è così. Vogliamo sapere cosa lo Stato sta facendo oggi contro le infiltrazioni delle mafie al Nord. Faccio appello al Prefetto di Milano e al questore affinché la risposta delle istituzioni contro questo pericolo sia la più dura possibile. E - conclude Rondini - dal momento che quello di cui stiamo parlando non è certamente un fenomeno autoctono, chiederò che in caso venissero effettuati degli arresti e venissero comminate delle condanne, si valuti l'opportunità di far scontare le condanne lontano dal nostro territorio e non certamente in Lombardia".

 

 

 

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