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Camici dal cognato di Fontana: per i magistrati non fu una donazione

Gli inquirenti avrebbero in mano carte decisive che dimostrerebbero che la fornitura di camici per mezzo milione non era nata come donazione, e sarebbe stata "trasformata" in corso d'opera

Non fu una donazione, quella dei camici prodotti dalla Dama Spa (marchio Paul&Shark) e forniti a Regione Lombardia per oltre mezzo milione di euro, poi non riscossi. Ne sono convinti gli inquirenti sulla base di nuovi spunti raccolti negli ultimi giorni. L'azienda varesina, i cui titolari sono Andrea Dini e, con una quota di minoranza, la sorella Roberta, moglie del governatore Attilio Fontana, era stata contatatta da Regione nel pieno dell'emergenza covid, e aveva convertito la produzione per fornire i camici ospedalieri e altri dispositivi.

Alcuni documenti, nelle mani dei magistrati, non lascerebbero dubbi sul fatto che quell'ordine diretto di materiale alla società, da parte di Regione, sia stato tramutato in donazione "in corso d'opera". Una vera e propria commessa, dunque. Andrea Dini si è sempre difeso sostenendo che fossero state emesse fatture per errore mentre lui non era in azienda e che, al suo ritorno nel mese di aprile, accortosi del fatto, avesse fatto stornare le fatture senza che l'azienda avesse incassato un solo euro.

Per la vicenda risultano indagati Andrea Dini e il direttore generale di Aria, la centrale acquisti della Regione, Filippo Bongiovanni. Gli inquirenti indagano per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente (ovvero turbativa d'asta), e ipotizzano un ruolo attivo di Attilio Fontana, governatore della Regione nonché fratello e cognato dei due soci della Dama Spa, nella trasformazione dell'ordine di acquisto diretto in donazione, soprattutto in seguito alle registrazioni di un servizio per "Report", per il quale si sono scatenate polemiche fortissime. Fontana non è comunque indagato, ma i nuovi dettagli in mano agli inquirenti porterebbero a ritenere che, in Regione, molti sapessero che la società a cui era stata affidata la commessa è dei familiari del governatore.

Dg di Aria, indagato, chiede altro incarico

Intanto Bongiovanni ha chiesto di essere assegnato ad un altro incarico. La Regione Lombardia ha preso atto della richiesta e ha espresso «totale fiducia nel suo operato», ringraziandolo per quanto svolto fin qui. E tra i testi sentiti in questi giorni c'è anche l'assessore all'ambiente Raffaele Cattaneo: «Sono tenutoo al segreto istruttorio», ha spiegato sabato a margine di un evento a Gavirate (Varese), «Ma consideriamo la gravità del momento in cui eravamo, in cui i medici non avevano strumenti di protezione. Avevamo il dovere di provvedere. Mi sono impegnato a individuare le imprese nelle condizioni di riconvertirsi e di fornire prodotti di qualità, dal punto di vista tecnico e delle certificazioni. Questo è un valore pubblico».

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