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Regionali: Albertini in salita, centrosinistra ancora in alto mare

D'Alfonso sostiene Fabio Pizzul (0,8% di gradimento secondo un sondaggio) e fa arrabbiare Cavalli, Gibillini e Monguzzi. Albertini piace anche a Fli e Fermare il Declino, ma la Lega lo sosterrebbe?

La fretta di Formigoni per votare alle regionali prima di aprile (frutto di un braccio di ferro all'ultimo minuto con la Lega) sta mettendo indirettamente in crisi le strategie di centrodestra e centrosinistra sulla scelta del nome da candidare per il dopo-Celeste. Quando si voterà, innanzitutto? E' praticamente escluso il voto a dicembre, nonostante fosse ciò che Formigoni stesso auspicava. "Un governo di ordinaria amministrazione di mesi e mesi quanti soldi farebbe perdere ai lombardi?", aveva detto a caldo, subito dopo le dimissioni di tutti i consiglieri regionali. Più probabili le ultime due date utili, 20 o 27 gennaio, a meno che il governo non intervenga per spostare il limite un po' più in là per decreto: in tal caso si parlerebbe di febbraio.

Nel centrodestra prende sempre maggior quota l'idea di candidare Gabriele Albertini. L'ex sindaco di Milano (ora eurodeputato) ha detto martedì di essere disponibile a patto di coalizzare una compagine ampia. Tradotto significa: coinvolgere il centro. La Lega dovrebbe rinunciare a Roberto Maroni, che in un sondaggio di SpinCon per L'Opinione viene dato al 21,7% contro il 28,7% dell'ex sindaco. Sondaggio effettuato tra il 19 e il 23 ottobre, quindi "vecchio" di una settimana. In un tempo così "liquido" i rapporti di forza potrebbero cambiare, ma in realtà l'impressione è che presso gli elettori di centrodestra i rapporti di forza tra Albertini e Maroni non siano affatto cambiati.

Nel centrosinsitra, paradossalmente, risiedono i maggiori problemi. La "quadra" per un nome in stile Pisapia non si trova. Il medesimo sondaggio dà Pippo Civati largamente in testa (29,9%), secondo è Bruno Tabacci (22,8%), terzo lo stesso Pisapia (14,5%). Risultati sorprendenti, visto che si tratta del "rottamatore" non certo caro all'establishment del Pd, dell'assessore esterno (proviene dall'Api, di cui è tuttora deputato), del sindaco di Milano (incandidabile quindi). I nomi che maggiormente vengono spesi, cioè quelli del segretario regionale del Pd Maurizio Martina (2,5%), del consigliere regionale uscente Fabio Pizzul (0,8%) e dell'esponente di Sel Giulio Cavalli (3,9%) raccolgono per ora scarsissimi consensi. Ha dell'incredibile che il centrosinistra, così pressante nel chiedere la fine dell'era-Formigoni fin dall'inizio dell'ultima consiliatura, non sia ora in grado di esprimere un nome forte. O meglio: l'avrebbe anche avuto, ma Umberto Ambrosoli ha detto "no, grazie".

Il disagio interno al centrosinistra si "legge" bene nell'intervista che Giulio Cavalli ha rilasciato mercoledì per Pubblico, il quotidiano di Luca Telese. A domanda diretta ("Siete in alto mare e avete avuto vent'anni per prepararvi") risponde sferzante: "Pare anche a me. Per questo non accetto di pagare io il conto di una classe dirigente che è stata penatiana fino agli sgoccioli e ora non sa che cosa fare". Cavalli è ormai partito: primarie o non primarie (non è detto che vi sia il tempo) lui è ufficialmente un possibile candidato. E' giovane, ha un curriculum antimafia (lo spettacolo teatrale "A cento passi dal Duomo"), sa il fatto suo e - soprattutto - non parla da politico.

"Maretta" anche a Palazzo Marino. L'assessore D'Alfonso è intervenuto bocciando Civati e Cavalli in favore di Pizzul, ha ricevuto risposte molto secche e di peso. "Che possa essere un ex socialista e dirigente di aziende berlusconiane a dare i bollini arancioni del civismo è surreale", ha detto Cavalli nell'intervista a Pubblico. E Carlo Monguzzi (consigliere del Pd) pubblica su Facebook il sondaggio di SpinCon, con pizzul appunto allo 0,8% di gradimento. E Luca Gibillini (Sel): "Non sono d'accordo con D'Alfonso né sul modo, né sui contenuti. Trovo in più spiacevole che un Assessore (non eletto) si erga a dispensatore di verità, stratega occulto, dispensi bolle di giusto o sbagliato ad altri, parli a nome della città e del suo sindaco. La teoria del dentro tutti non funziona, la campagna elettorale per Giuliano Pisapia non è stato quello. E' il tempo dei programmi e delle idee chiare, credo. Non dei gattopardismi".

Al centro le mosse sono già iniziate. E tutte in direzione Albertini. Così il senatore di Fli Giuseppe Valditara ha raccolto decine di firme trasversali in favore dell'ex sindaco, tra cui spiccano alcuni nomi che non avremmo sospettato: ad esempio Andrée Ruth Shammah, animatrice storica del teatro Franco Parenti e grande punto di riferimento del mondo culturale cittadino (orientata a sinistra). C'è però da dire che il manifesto non esprime appoggio ad Albertini qualora venga candidato, ma solo la richiesta che sia uno dei candidati. Il partito di Fini - con Albertini candidato - rientrerebbe nel centrodestra e c'è da scommettere che ad Arcore questa possibilità (in tempi di naufragio del Pdl) non venga scartata del tutto. Albertini piace anche a Oscar Giannino, portavoce di Fermare il Declino, che ha già annunciato la presentazione di una lista. Fid esclude in teoria di appoggiare o candidare chiunque abbia avuto incarichi importanti negli ultimi dieci anni (e un eurodeputato in carica come Albertini sarebbe quindi escluso), ma dallo staff di Fid fanno intendere che le regole hanno eccezioni e che Albertini, come ottimo amministratore di Milano, è un'eccezione.

 

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