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Politica Porta Ticinese / Piazza Ventiquattro Maggio

I giovani della Lega in Ticinese per commemorare le cannonate di Bava Beccaris

L'iniziativa il 6 maggio, anniversario dell'inizio dei moti del 1898 a Milano

I giovani della Lega hanno commemorato i morti milanesi uccisi nel mese di maggio del 1898 durante la protesta contro la situazione di fame e carestia che imperversava nel Paese a causa, anche, dell'improvviso aumento del prezzo del pane, dovuto ad una serie di fattori, tra cui raccolti pessimi, l'impossibilità di acquistare il grano statunitense e l'andamento delle tasse indirette sui prodotti macinati. Il 6 maggio 1898 la polizia milanese, dopo mesi di proteste in tutta Italia, si introdusse alla Pirelli e arrestò diversi sindacalisti: soltanto l'intercessione del parlamentare socialista Filippo Turati permise di farli liberare subito quasi tutti. Ma fu il "la" di una protesta generalizzata che sfociò in un bagno di sangue.

"La popolazione menghina si ribellò e, per questo, molti cittadini milanesi vennero uccisi con colpi di cannone sparati sulla folla dal generale Bava Beccaris", si legge in una nota di Laura Aguzzi, coordinatrice dei Giovani Lega Milano: "La loro morte non è mai stata commemorata dall'amministrazione comunale di Milano: per questo motivo, domenica 6 maggio, per il terzo anno consecutivo ci siamo recati in Porta Ticinese e abbiamo deposto una corona e una targa commemorativa, in attesa che l’amministrazione centrale istituzionalizzi il ricordo questa terribile repressione".

Gli arresti del 6 maggio 1898 alimentarono ulteriormente il malcontento presso i milanesi. Il giorno dopo (sabato 7) fu indetto lo sciopero generale a cui aderirono decine di migliaia di milanesi, riversandosi tutti per le strade e ostruendo divese vie con barricate per prevenire la repressione di polizia ed esercito. In Porta Ticinese, dove i giovani leghisti hanno deposto la corona e la targa, uno dei punti più "caldi" della città. La carneficina avvenne soprattutto domenica 8 maggio, con le cannonate ad altezza d'uomo contro la folla. 

Allo stesso tempo, furono arrestati diversi parlamentari milanesi e anche alcuni giornalisti. Uno di questi ultimi, Paolo Valera, ci ha poi lasciato una memorabile cronaca di quelle giornate nel volume "I cannoni di Bava Beccaris".

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