Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Milano tappezzata di striscioni di CasaPound contro il sindaco: “Sala falsario, dimettiti!”

Gli striscioni sono apparsi tra martedì notte e mercoledì mattina. Nel mirino il sindaco

Lo striscione sotto Palazzo Marino

Cavalcavia, ponti, muri e anche il palazzo simbolo della politica cittadina. Mercoledì mattina, Milano si è risvegliata tappezzata di striscioni firmati CasaPound contro il sindaco Beppe Sala. In città ne sono stati affissi almeno quindici, tutti con la stessa frase: “Sala falsario, dimettiti!”. 

L’azione di martedì notte del movimento di estrema destra è soltanto l’ultimo atto di una battaglia contro il primo cittadino, finito nel mirino di CasaPound per l’indagine a suo carico - le ipotesi di reato sono falso e turbativa d’asta - per alcuni appalti Expo

“Sala deve dimettersi. È inaccettabile – ha commentato Massimo Trefiletti, responsabile milanese di CasaPound – che il sindaco, con la copertura dei consiglieri di maggioranza, non senta il dovere di rispondere ai milanesi delle proprie responsabilità e del tradimento del patto che aveva contratto con loro in campagna elettorale, quando prometteva onestà e trasparenza”.

Un primo “attacco” CasaPound lo aveva tentato lo scorso 29 giugno, quando una trentina di esponenti del movimento aveva fatto irruzione in consiglio comunale proprio per chiedere le dimissioni del sindaco. Quel pomeriggio, poi, in piazza della Scala e nel cortile di palazzo Marino si erano registrati scontri tra CasaPound, polizia e alcuni manifestanti di “Nessuna persona è illegale”, che erano in presidio per una manifestazione autorizzata. 

“Dopo il nostro blitz in Consiglio comunale – ha sottolineato Angela De Rosa, portavoce milanese del movimento, proprio a proposito dei fatti di giovedì - il sindaco si è preoccupato solo di blindare il Palazzo”. Sembrerebbe, infatti, che a palazzo Marino - per aumentare la sicurezza - siano in arrivo tornelli e controlli più stringenti all’ingresso: una decisione che, evidentemente, non è piaciuta a CasaPound.

“È comprensibile - ha attaccato De Rosa -. È normale che chi favorisce il business dell'immigrazione e non garantisce diritti ai milanesi si senta sotto assedio da parte dei cittadini e degli italiani che non si arrendono. Regalare la residenza agli immigrati - ha continuato l’esponente di CasaPound - è l'ennesima prebenda che il sindaco paga ai centri sociali, con i quali ha un sodalizio di fatto basato su interessi di parte, non rappresentativi del bene comune”.

“Non accettiamo lezioni di democrazia e dialogo da chi tenta di negare la nostra legittima agibilità politica e continueremo questa battaglia politica - hanno concluso De Rosa e Trefiletti – senza farci intimidire da minacce di repressione”.

Lo stesso Sala, commentando le indagini su Expo, si è sempre detto “sereno” e per nulla turbato da quella che ha definito una “ipotesi ridicola”

“La Polizia Locale sta raccogliendo tutti gli elementi utili per le indagini, comprese le immagini delle telecamere, e il Comandante Antonio Barbato depositerà in Procura una notizia di reato a carico di ignoti per le affissioni abusive di striscioni firmati CasaPoun - ha annunciato l’assessore alla sicurezza Carmela Rozza -. Per quanto riguarda invece il blitz della scorsa settimana in Consiglio comunale da parte degli esponenti di CasaPound, la relazione di servizio e le immagini dell'Aula sono state già consegnate alla Digos”. 

"Questi due episodi  a poca distanza l’uno dall'altro – ha commentato l’assessore –, denotano un'organizzazione e una strategia preoccupante che richiede una condanna netta da parte di tutte le forze politiche. In democrazia la libertà di pensiero è un diritto, ma il pensiero presuppone anche idee e proposte. In questo caso vediamo solo insulti: un tipico atteggiamento squadrista e fascista".
 

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