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Milano, nelle case popolari del Comune sono finite le occupazioni abusive

Numeri in diminuzione e una squadra di pronto intervento: così MM avrebbe sconfitto l'abusivismo

Immagine di Repertorio

Mille e duecento abusivi nelle case popolari del Comune, gestite da MM, contro i mille e settecento del 2014. E' uno dei dati presentati da MM ai giornalisti, in seguito al censimento effettuato sul patrimonio immobiliare convocando in speciali punti di raccolta i 23 mila nuclei familiari, di cui circa mille e cinquecento non si sono presentati.

Nelle case popolari comunali vivono in tutto cinquantamila abitanti, più della metà (il 53%) sopra i sessantacinque anni, quasi tutti (il 78%) di nazionalità italiana. Le occupazioni abusive sarebbero praticamente azzerate grazie alle squadre di pronto intervento che, agendo in flagranza, impediscono quel "consolidamento" che, spesso, è dovuto proprio alla mancanza di un intervento quasi contestuale all'effrazione.

MM, per il 2018, vuole continuare ad investire, ad esempio sui sensori per controllare da remoto i guasti (come al riscaldamento o agli ascensori), ma cercherà di coinvolgere aziende private per migliorare i servizi per gli inquilini. I piani di riqualificazione, esposti dall'amministratore delegato di MM Davide Corritore e dal direttore generale Stefano Cetti, non sono però l'unico aspetto della questione: resta aperto il tema della segregazione sociale, come ha spiegato l'assessore alla casa Gabriele Rabaiotti. Importante sarà da questo punto di vista il "piano periferie", per introdurre nei quartieri popolari attività sportive, sociali e culturali.

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