Case popolari, sarà premiato chi vive in Lombardia da più tempo

Le nuove regole illustrate da Maroni dopo la giunta nella sede di Aler Milano. Stanziate risorse per riqualificare alcuni quartieri e per contributi di solidarietà

Nuove regole per assegnare le case popolari in Lombardia

Svolta nelle graduatorie per assegnare gli allogi popolari in Lombardia. La giunta regionale, con il regolamento attuativo della nuova legge lombarda sulla casa, ha deciso di dare la precedenza a chi risiede da più tempo. Per l'esattezza, l'anzianità di residenza sarà uno dei quattro criteri in base a cui verranno d'ora in poi calcolati i punteggi delle graduatorie. Gli altri sono il disagio abitativo, il disagio familiare e il disagio economico. 

Posto che per legge vi è un minimo di cinque anni di residenza (o di attività lavorativa anche senza residenza), saranno quindi premiati coloro che vivono da maggior tempo sia nella regione sia nei singoli Comuni. La novità sarà a regime nel 2018 ma la sperimentazione inizierà a settembre (per sei mesi) in alcune zone della Lombardia. 

Non è l'unica novità. I bandi comunali verranno sostituiti con bandi sovracomunali e l'assegnazione degli alloggi sociali sarà a cura dei rispettivi enti proprietari, che siano le Aler o i Comuni. E attraverso una piattaforma informatica ogni famiglia potrà scegliere, tra quelli disponibili, l'alloggio che preferisce. 

Previsto poi un "mix abitativo" molto preciso: il 20% del totale degli alloggi da assegnare sarà destinato a chi vive in povertà assoluta. Il 30% sarà riservato agli anziani, il 20% ai genitori soli con figli, il 15% ai disabili, il 20% a famiglie di nuova formazione, il 5% a particolari categorie come le donne maltrattate e, infine, il 10% alle forze dell'ordine. 

La giunta ha poi deciso di stanziare quasi 21 milioni per erogare contributi di solidarietà agli assegnatari di servizi abitativi in difficoltà economiche temporanee e quasi 15 milioni per il "programma triennale di rimozione amianto", che sono già stati ripartiti: ad Aler Milano andranno 8 milioni.

Infine sono stati stabiliti stanziamenti "speciali": quasi 18 milioni di euro per interventi di sviluppo urbano nel Comune di Bollate, che serviranno anche per riqualificare l'illuminazione pubblica, la scuola media di via Verdi e l'avvio di imprese sociali. Sei milioni e mezzo andranno per la riqualificazione dell'area ex Incis di Pieve Emanuele: prenderà avvio un intervento di housing sociale per un totale di 250 alloggi oltre all'edilizia popolare per una cinquantina di alloggi. Cinque milioni di euro andranno al quartiere milanese di Lorenteggio, che si aggiungono ai 95 milioni già stanziati. Lunedì 19 giugno Aler Milano ha cantierizzato la Scala H del civico 181, tristemente nota per l'insicurezza strutturale e la diffusa illegalità. 

Fabrizio Sala, vice presidente della regione, ha anche citato i dati sull'avanzamento del piano di risanamento di Aler Milano, che ha visto un ricavo di 116 milioni e 600 mila euro dalla cessione del 2,5% del patrimonio, dalla riduzione dei dirigenti e dalla dismissione delle partecipate.

Roberto Maroni, che ha scelto di riunire la giunta proprio nella sede di Aler Milano di viale Romagna, alla presenza anche dei presidenti di tutte le Aler lombarde, ha parlato di "svolta importante" e ha aggiunto che la Regione intende "favorire chi risiede in Lombardia, senza discriminare nessuno, ma per garantire che entra in una casa chi ha diritto a entrare, in base ai nuovi criteri, che sono criteri che tengono conto delle nostre radici". Ha poi spiegato di non avere mai "tagliato fondi ma di aumentarli".

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