Politica

Case popolari, Sicet e Unione Inquilini contro il comune di Milano

I sindacati chiedono un cambio radicale di politiche. Stop agli sfratti e subito restituire gli alloggi vuoti alla città

Sindacati inquilini contro il comune

14 mila famiglie a Milano con uno sfratto in esecuzione, con concessione di forza pubblica. E' la denuncia del Sicet-Cisl e dell'Unione inquilini, che chiedono un cambio di rotta. E ancora, 270 famiglie praticamente in mezzo alla strada, ma con un foglio in tasca che dice che hanno diritto alla casa popolare, e altre centinaia senza quel foglio, perché il comune ha cessato le assegnazioni in deroga dopo il "no" della regione.

Leo Spinelli e Bruno Cattoli, rispettivamente segretari del Sicet e dell'Ui, chiedono che si torni ad un sistema per il quale l'emergenza abitativa venga gestita dal pubblico, ripristinando di fatto l'assegnazione in deroga. E soprattutto che si eseguano solo ed esclusivamente gli sfratti per i quali c'è un'alternativa concreta, in modo appunto da evitare che la gente resti per strada.

Infine, comune e Aler, proprietari degli alloggi popolari, devono mettere a disposizione tutti gli alloggi vuoti. "La politica del comune è inefficace, si fonda sull'agenzia sociale per la locazione ma le famiglie che si sono rivolte all'agenzia non sono riuscite a rinnovare il contratto a un canone più basso perché i proprietari non accolgono la possibilità di un contributo fino a 8 mila euro in caso di morosità eventuale", afferma Spinelli. "Non è possibile che a Milano ci siano 10 mila alloggi vuoti, ci sono anche quelli che non hanno bisogno di particolari interventi di ristrutturazione", aggiunge Cattoli.

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