Case popolari a Milano: nel 2016 "crollo" degli sgomberi

Soltanto 36 sgomberi di occupazioni abusive nei primi mesi. Passera all'attacco: "Servono 200 milioni all'anno"

Case popolari a Milano

L'emergenza sulle case popolari non è finita. Semplicemente se ne parla molto di meno. Gli alloggi occupati abusivamente sono comunque ancora realtà, così come le liste d'attesa di migliaia di famiglie e gli appartamenti vuoti e sfitti. Era fine 2014 quando, quasi al termine di un'annata "terribile" sul fronte dell'edilizia pubblica, vennero prese due decisioni: quella di togliere ad Aler la gestione delle case popolari di proprietà del comune di Milano (mentre Aler ha mantenuto la gestione di quelle di sua proprietà) e il "pugno di ferro" deciso dal tavolo in prefettura, con sgomberi programmati.

"GUERRA DI NUMERI" SULL'EMERGENZA

Nei primi mesi del 2016, fino a quasi metà marzo, nelle case di Aler sono stati effettuati 36 sgomberi, con oltre tremila occupazioni abusive "consolidate".

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"Per gli sgomberi servono uomini, mezzi e indicazioni precise", attacca ora Riccardo De Corato, prossimo capolista di Fratelli d'Italia alle elezioni comunali del 12 giugno: "Pisapia avrebbe dovuto mettere a disposizione la polizia locale per i casi di flagranza, ma sindaco e assessori hanno sempre temuto le reazioni scomposte dei centri sociali, pronti ad occupare a loro volta le sedi del comune per difendere abusivismo e illegalità".

REGIONE: ECCO LA RIFORMA SULLE CASE POPOLARI

"Occorrono interventi radicali, finanziamenti di 200 milioni di euro all'anno, dieci volte di più di quanto oggi investe il comune, con risorse ricavabili dalla cessione delle partecipate pubbliche A2A e Sea", è il parere di Corrado Passera, candidato a sindaco con la sua lista civica indipendente: "E poi la gestione unica del patrimonio residenziale pubblico da affidare alla nuova città stato, con i poteri e l'autonomia di una regione". Secondo Passera, "questa giunta irresponsabile ha abbandonato la città a sé stessa. Solo Beppe Sala ha detto che in periferia non c'è nessuno da mettere in riga. Io invece dico che serve avere una pattuglia di quartiere 24 ore al giorno che presidi concretamente il territorio e lo conosca approfonditamente".

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