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Domenica, 14 Aprile 2024
Il ricorso

Ricorso della procura di Milano contro il proscioglimento di Fontana

Torna il 'caso camici'. I pm titolari dell'inchiesta contestano il proscioglimento del presidente di Regione Lombardia sulla fornitura di camici da parte del cognato

Non è finito il 'caso dei camici' per il quale il governatore della Lombardia Attilio Fontana è stato prosciolto il 13 maggio dal gup Chiara Valori. La procura di Milano ha infatti depositato un ricorso. Si tratta del procedimento in cui si sospetta frode in pubbliche forniture all'epoca della prima ondata di emergenza covid, quando scarseggiavano camici ospedalieri e altri dispositivi. 

Oltre a Fontana, sono stati prosciolti il cognato Andrea Dini (proprietario della società tessile Dama), il vice segretario generale di Regione Lombardia Pier Attilio Superti, l'ex direttore generale di Aria Filippo Bongiovanni e una dirigente di Aria, Carmen Schweigl. Il caso riguardava la trasformazione del contratto di fornitura di camici in donazione. La Dama aveva partecipato ad una richiesta lanciata da Aria (centrale acquisti regionale) per reperire in fretta camici, mascherine e guanti protettivi.

L'iniziale fornitura era a titolo oneroso. Poi, quando si è scoperto che il cognato del presidente della Regione era il titolare dell'impresa, il tutto è stato trasformato in donazione (riducendo da 75 mila a 50 mila il numero di camici). Secondo il gup Chiara Valori, la trasformazione del contratto è stata fatta in modo del tutto trasparente.

Ma i pm Paolo Filippini e Carlo Scalas, insieme al procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, titolari del fascicolo d'inchiesta, contestano la ricostruzione in fatto e in diritto del gup e dunque hanno presentato ricorso. 

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