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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica Magenta

Magenta, italo-pakistani accusano la Lega: "Ci ha promesso il centro islamico ed è sparita"

Il partito di Salvini risponde gridando all'accusa di voto di scambio, anche se la promessa sarebbe lecita (seppure politicamente molto strana)

"Prima delle elezioni abbiamo avuto un incontro segreto con Simone Gelli, che ci ha chiesto i voti facendoci, in cambio, alcune promesse". E' l'affermazione di Tahir Shehroz e Muhammad Khizer, due giovani pakistani naturalizzati italiani che vivono a Magenta e che hanno raccontato, dal loro punto di vista, quanto avvenuto con un esponente della Lega che, nel frattempo, è diventato vice sindaco della città. 

Le affermazioni dei due giovani hanno generato immediate e veementi polemiche. La Lega in particolare si è dichiarata pronta a denunciare i due per diffamazione. Una delle promesse, secondo quanto raccontato dagli italo-pakistani, sarebbe stata quella di realizzare un centro islamico nel quale i musulmani possano riunirsi e anche pregare. 

"Siccome siamo ragazzi giovani, avevamo chiesto anche un campo sportivo per praticare il cricket", hanno proseguito i due, "e ci aveva promesso anche quello. Ora, a giudicare da come stanno andando le cose, ci è sembrata una presa in giro". I fatti risalirebbero al 2017, anno in cui a Magenta si è rinnovato il consiglio comunale. La città ha cambiato maggioranza passando dal centrosinistra al centrodestra.

"Ci accusano di voto di scambio"

Immediata e veemente la reazione leghista: Simone Gelli (tirato direttamente in causa insieme all'attuale capogruppo Stefania Bonfiglio) dichiara che "due esponenti della comunità islamica, in una conferenza stampa, mi hanno accusato di voto di scambio, ovvero hanno dichiarato che durante un incontro avrei chiesto voti in cambio della realizzazione della Moschea o di un centro culturale".

Gelli non ci sta: "La mia posizione sulla realizzazione di una Moschea a Magenta è sempre stata contraria. Nel 2008, come assessore alla sicurezza, contribuii alla chiusura del centro abusivo di via Obertan. Quindi considero tale accusa falsa e anche un poco ingenua". Il vice sindaco ammette l'incontro con alcuni giovani pakistani ("se ne occuparono anche i media locali, quindi di segreto non vi fu proprio nulla"), chiede perché la cosa non è stata 'denunciata' già in campagna elettorale e annuncia una querela.

Sostegno alla Lega magentina anche da Silvia Scurati, consigliera regionale, secondo cui "il nostro movimento si è sempre mosso in maniera trasparente e coerente e in tutti questi anni, sulla questione Moschea, la nostra posizione non è mai cambiata di un centimetro. Il voto di scambio non ha mai fatto parte della cultura e della maniera di far politica dei nostri rappresentanti. Mi domando inoltre come mai queste accuse siano arrivate solo ora e per quale motivo non abbiano portato subito a conoscenza di questi presunti fatti le autorità giudiziarie ma abbiano indugiato per più di un anno".

Cosa dice la legge sul voto di scambio

Il cosiddetto voto di scambio che prefigura qualcosa di illegale riguarda ovviamente la promessa di un vantaggio illecito, non dovuto, di cui non si avrebbe diritto. 

Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione, dà, offre o promette qualunque utilità ad uno o più elettori, o, per accordo con essi, ad altre persone, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000, anche quando l’utilità promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all’elettore per spese di viaggio o di soggiorno o di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali.

La stessa pena si applica all’elettore che, per dare o negare la firma o il voto, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilità.

(D.P.R. 16-5-1960 n. 570 art. 86)

L'articolo di legge sul voto di scambio non fa ovviamente riferimento alle normali promesse elettorali a gruppi di cittadini, come può essere la realizzazione di un luogo di culto, di un centro culturale, di un campo sportivo o di qualunque altra infrastruttura o servizio.

I due giovani italo-pakistani, dunque, non avrebbero accusato la Lega e i suoi esponenti di vero e proprio "voto di scambio" illecito, ma solo di avere promesso un centro islamico e un campo sportivo senza avere ancora mantenuto la promessa. Anche se è strano, dal punto di vista politico, che la Lega prometta di realizzare un centro culturale islamico.

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