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"Centrosinistra shock: bocciata mozione leghista per ricordare il commissario Calabresi"

Meglio non parlare del commissario Calabresi. Il centrosinistra boccia una mozione che chiede di ricordare il funzionario di polizia ucciso quaranta anni fa a Milano

La maggioranza di centrosinistra del Consiglio di Zona 4 del Comune di Milano ha bocciato ieri sera la mozione della Lega Nord che chiedeva di organizzare un convegno in memoria del Commissario di Polizia, Luigi Calabresi nel quarantennale della sua barbara uccisione a Milano.

"Sono sinceramente amareggiato, stupito e anche un po' incazzato - afferma in proposito l'autore del documento, il capogruppo leghista, Paolo Guido Bassi - . Amareggiato perché il testo che ho proposto non aveva nulla di pretestuoso o polemico, si limitava a tracciare una breve biografia del commissario e non esprimeva giudizi, se non quello (riportato testualmente) dell'ex presidente della Repubblica Ciampi in occasione del conferimento della medaglia d'oro al valor civile alla memoria del funzionario di PS. Inoltre, si lasciava totale libertà sul tipo di evento da realizzare così come sui nomi dei relatori da invitare.

Amareggiato perché si è persa un'occasione importante di ricordare un grande personaggio della nostra città in una data simbolica. Incazzato per le motivazioni che sono state addotte da chi ha votato contro. Non si può - afferma l'esponente del Carroccio - dire che non è il caso di ricordare una sola persona o che per parlarne allora bisognerebbe ricordare nella stessa occasione anche tutte le altre vittime del terrorismo.

La motivazione più assurda - continua il consigliere leghista - è stata quella di chi ha detto che: E' troppo presto per fare una cosa del genere, non è il caso perché si tratta di un tema ancora troppo caldo. Troppo presto? Ma se sono passati quarant'anni! Quanto tempo dovremo aspettare - si chiede Bassi - perché la sinistra democratica abbandoni per davvero la perversa logica dei "compagni che sbagliano"?. Luigi Calabresi - conclude Bassi - a mio modo di vedere rimane un esempio di dedizione al lavoro, alla famiglia e alle istituzioni. Una vita che è stata ed è esempio e stimolo per le nuove generazioni, un personaggio che andrebbe fatto conoscere, soprattutto ai giovani, e non nascosto o, peggio, osteggiato come invece altri sembrano continuare a voler fare".

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