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Chiusura frontiere, la Lombardia alla Svizzera: «No a decisioni unilaterali»

Ma la Lega Nord vota contro la mozione: «Anche noi contro l'immigrazione clandestina, comprendiamo gli elvetici»

Il valico di Ponte Cremenaga

Il consiglio regionale lombardo ha detto "no" alla chiusura delle frontiere con la Svizzera durante le ore notturne, per ora limitata a tre varchi e decisa unilateralmente dal Paese elvetico. L'aula del Pirellone ha approvato una mozione presentata dal Partito Democratico. Il provvedimento è originato da una mozione della parlamentare svizzera Roberta Pantani (Lega dei Ticinesi), nota anche per le sue posizioni oltranziste contro l'Unione Europea, e riguarda le tre frontiere di Pedrinate, Novazzano-Marcetto e Ponte Cremenaga, nelle province di Como e Varese, dalle 23 alle 5 per un periodo sperimentale di sei mesi. 

La Svizzera ritiene che il provvedimento sia utile per prevenire episodi criminosi, ritenendo in pratica che, soprattutto nelle ore notturne, dall'Italia arrivino delinquenti (sia migranti sia italiani). Il Pd fa notare però che non è la prima volta che la Svizzera prende unilateralmente decisioni che riguardano anche l'Italia: «Il consiglio regionale deve prendere posizione in maniera chiara, al fine di ripristinare procedure condivise fra i due Paesi”, ha ricordato Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, invitando ad una maggiore collaborazione.

Contrari alla chiusura anche i circa venti sindaci di altrettanti Comuni di confine, che sabato sera hanno manifestato contro la chiusura dei varchi. E contrario anche il Movimento 5 Stelle: per la consigliera regionale Paola Macchi, «il timore è che poi la chiusura notturna venga estesa ad altri valichi complicando ulteriormente la vita dei frontalieri. Crediamo che le decisioni unilaterali non siano utili per mantenere rapporti sereni fra nazioni confinanti, Regione Lombardia deve fare quanto in suo potere in ogni sede per convincere la Confederazione che il provvedimento oltre che inutile è dannoso».

La Lega Nord, invece, ha votato contro la mozione, sostenendo quindi la decisione elvetica. Emanuele Monti, per il Carroccio, ritiene che i tempi non siano corretti: «La mozione andrebbe presentata tra sei mesi, quando sarà terminato il test in corso». Ma la contrarietà della Lega è anche sulla forma: la mozione, infatti, invita la Regione ad attivarsi perché il ministero degli esteri si occupi della questione. «Creerebbe problemi diplomatici a fronte di disagi di lieve entità», spiega Monti. Ma il vero motivo sembra essere l'adesione all'idea (della Svizzera) secondo cui dall'Italia passerebbero orde di delinquenti magari stranieri: «Da forza contraria all'immigrazione clandestina, comprendiamo le motivazioni per cui la Confederazione elvetica ha preso questa decisione», conclude Monti.

A dettare la posizione "ufficiale" della giunta lombarda è invece Alessandro Fermi, di Forza Italia, sottosegretario con delega ai rapporti istituzionali. E le parole di Fermi sono nette: «La chiusura di tre valichi su oltre trenta non può essere risolutiva rispetto a episodi criminosi», ha affermato, di fatto condannando senz'appello la visione della Pantani, "pasionaria" di una Svizzera isolata. Fermi ha anche ricordato i cinque milioni di euro stanziati dalla regione e destinati ai Comuni per progetti di videosorveglianza. E ha chiesto che non vengano più prese decisioni unilaterali. 

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