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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica

Pisapia e Podestà accelerano sulla Città metropolitana

Il sindaco e il presidente della provincia insistono sull'iter: il 14 settembre assemblea con 134 sindaci per stilare una prima bozza dello statuto del nuovo Ente

Pisapia e Podestà intendono accelerare sull'area metropolitana. In vista del riordino delle province, che eliminerà quella milanese per far restare, appunto, soltanto la Città metropolitana già ampiamente prevista dalla Costituzione. E' in programma un'assemblea con oltre cento sindaci del territorio, che si terrà il 14 settembre.

Il nodo più importante è come eleggere il "sindaco metropolitano" e i 16 membri del consiglio metropolitano. Con quale legge elettorale, intendiamo. Giuliano Pisapia ha fatto sapere che, nella legge che la Camera s'appresta a discutere proprio dal 2 agosto dopo il "sì" al Senato, sono presenti varie ipotesi. "L'opinione della nostra giunta - ha detto - è sostanzialmente unanime, noi vogliamo l'elezione diretta dei cittadini". Della stessa opinione anche Guido Podestà.

Quindi occorreranno tre passaggi per formulare il nuovo statuto dell'ente. Il primo, appunto, all'assemblea dei sindaci. Che dovranno in pratica dire se concordano con l'elezione diretta del sindaco metropolitano. Poi un altro statuto provvisorio e, infine, quello definitivo. Se non viene approvato lo statuto definitivo entro il 1 gennaio 2014, data prevista per l'entrata in vigore della Città metropolitana, il sindaco metropolitano sarà - ad interim - il sindaco dell'ex capoluogo: in questo caso Pisapia (fino alla scadenza del suo mandato, per il 2016).

MILANO SPEZZETTATA? - Una ipotesi non peregrina è che, in conseguenza della Città metropolitana, l'attuale dimensione del Comune di Milano si modifichi radicalmente. Occorre aspettare la versione definitiva della legge sulla spending review per stabilirlo con certezza, ma è possibile che non vi sarà più un Comune grande quanto quello che oggi conosciamo, o perlomeno che le attuali zone di decentramento diventino altrettante municipalità sul modello romano.

QUALI CONFINI? - Infine l'ipotesi più suggestiva: quella di un allargamento dei confini rispetto all'attuale provincia. Del resto la provincia di Varese non si salva dal riordino delle province, pertanto è possibile che una parte di essa (almeno fino a Gallarate) si unisca alla futura Città metropolitana di Milano. Anche per continuità territoriale col capoluogo lombardo.

 

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