Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Comazzi (Fi) a Gibillini (Sel): "Hai insultato la mia famiglia"

Rissa verbale tra consiglieri su Facebook per una maglietta. Comazzi prende sul serio la risposta di Gibillini, che viene attaccato e insultato da molti animalisti

L'aula del consiglio comunale

Sicuramente c'è del nervosismo a Palazzo Marino. L'uscita di scena, improvvisa e inaspettata, di Lucia De Cesaris, dimessasi da vicesindaco, ha spiazzato sia la maggioranza sia, a ben vedere, l'opposizione stessa, colta di sorpresa dalla mossa. Facebook, anche a Milano, è diventato ormai terreno "privilegiato" della battaglia politica, almeno quella fatta a parole; e su Facebook l'aria che tira dà tempesta in corso.

Il culmine con uno "scazzo" fortissimo tra Luca Gibillini (Sel) e Gianluca Comazzi (Forza Italia). Sì, proprio il Comazzi dell'emendamento sull'area cani. Che, giovedì, si è presentato a Palazzo Marino con una maglietta realizzata dall'associazione "Zampette felici" e la frase "Chi non ha mai avuto un cane non sa cosa significhi essere amato". Gibillini ha postato la fotografia su Facebook scrivendo: "Mamma, papà, moglie, marito, figli e amici di schifo che deve avere avuto nella sua vita".

Poteva davvero finire lì. E invece Comazzi si è sentito offeso dallo "stato" di Gibillini e ha reagito pesantemente. "Nel post il consigliere Gibillini definisce la mia famiglia uno schifo. Al consigliere Gibillini rispondo che per sua sfortuna ho una famiglia bellissima. Amare gli animali significa amare anche le persone, sentimenti che evidentemente non sono nelle corde del collega Gibillini. Ritengo il giudizio sulla mia famiglia fuori luogo, vile e vergognoso poiché un conto sono gli attacchi politici, un conto gli attacchi personali. Gibillini ha insultato oltre che la mia famiglia anche 250.000 milanesi che vivono con un animale di compagnia".

Immediatamente sono piovuti moltissimi insulti (che non ripetiamo) sulla bacheca di Gibillini, molti dei quali accusano il consigliere di Sel di non avere compreso il senso delle parole della maglietta, mostrando anche, però, di non avere compreso nemmeno il senso delle parole di Gibillini. Che poi ha cercato di chiudere l'incidente scrivendo un nuovo post: "La mia battuta di un post ha creato un Can Can. Mi dispiace se qualcuno si è offeso, la frase di una maglietta era l'oggetto della mia battuta, non certo la persona. Mi scuso se ho offeso qualcuno, ma tutto il resto è solita strumentalizzazione".

Due paradossi (quello della maglietta e quello della risposta) hanno potuto creare un "casus belli" che ha coinvolto sostenitori da una parte e dall'altra, con tanto di difese di Comazzi da parte di Giulio Gallera e Mariastella Gelmini, rispettivamente coordinatore cittadino e coordinatrice regionale di Forza Italia. In altri momenti, tutti avrebbero capito il senso dei paradossi e ci avrebbero sorriso. Perché stentiamo a credere che Comazzi pensi davvero che si può essere amati solo da un cane (infatti ha poi detto di avere "una famiglia bellissima"); e stentiamo a credere che Gibillini pensasse realmente che la famiglia di Comazzi "deve essere uno schifo" (e infatti ha poi detto di avere fatto una battuta sulla frase della maglietta e non sulla persona). Insomma, un altro segnale che il termometro della politica milanese segna temperature altissime. Coerenti con questo luglio sahariano?

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