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11 settembre, Pisapia: "Scatto d'orgoglio, il terrorismo ora colpisce la cultura"

La commemorazione del 2001 a Palazzo Isimbardi

Il World Trade Center oggi (foto Michael G. Buck, Flickr)

L'11 settembre, dal 2001 in avanti, significa attentati al World Trade Center di New York. Indelebilmente. E così anche a Milano si è ricordato quel tragico giorno, con una cerimonia di commemorazione tenutasi davanti a Palazzo Isimbardi, dove il comune ha dedicato - già da tempo - lo slargo proprio alle vittime di quell'azione terroristica. Presenti Giuliano Pisapia (sindaco di Milano e della città metropolitana), Philip T. Reeker (console Usa a Milano) e rappresentanti della polizia e delle forze armate.

"Quando si pensa di colpire la cultura e i luoghi di cultura si vuole colpire anche la memoria. Allora deve esserci uno scatto d'orgoglio, una forza unitaria e una capacità di reagire tutti insieme", ha dichiarato Pisapia ricordando il "fil noir" tra l'11 settembre e gli attentati più recenti, come al Museo del Bardo di Tunisi, così come la distruzione del sito archeologico di Palmira da parte dell'Isis. Proprio il 10 settembre, tra l'altro, Palazzo Marino ha deciso di dedicare uno spazio del Museo delle culture a Khaled Al-Asaad, l'archeologo siriano decapitato dai miliziani dell'Isis per avere strenuamente difeso il sito.

"Commemorare i tragici eventi del passato può portare conforto nel momento in cui condividiamo il dolore", ha spiegato Reeker, "ma l'aspetto più importante è che mentre guardiamo al futuro sappiamo bene che la rabbia e la paura non sono manifestazioni di forza".

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