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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Consiglio comunale, sì a commissione d'inchiesta su Expo. 30 giorni per controllare i conti

All'ennesima richiesta, 25 consiglieri di Palazzo Marino dicono sì. Il centrosinistra: "Operazione strumentale per la campagna elettorale"

Alla fine, il centrodestra ce l'ha fatta e ha ottento la commissione d'inchiesta su Expo 2015 a Palazzo Marino. Lunedì 21 marzo ha ottenuto i 25 voti a favore (due quinti del consiglio comunale) necessari ad avviarla. Il voto favorevole è arrivato dalle opposizioni (centrodestra, Polo dei Milanesi e Movimento 5 Stelle) e da sei consiglieri comunali di maggioranza, mentre il sindaco Giuliano Pisapia, presente in aula, si è astenuto.

I "dissidenti" della maggioranza sono stati Roberto Biscardini (socialista), Marco Cappato (radicale), Raffaele Grassi (Valori per Milano), Gabriele Ghezzi (indipendente) e i due consiglieri di Sinistra X Pisapia Basilio Rizzo e Anita Sonego. Non è arrivato invece il "sì" di Carlo Monguzzi (Pd), che nelle scorse votazioni aveva sempre annunciato il voto a favore per poi votare contro con la motivazione che all'opposizione c'erano assenze e, il 21 marzo, ha deciso di votare contro perché "ormai c'è troppo poco tempo".

La commissione sarà composta da 18 membri, indicati da vari gruppi. Il centrodestra l'ha fortemente voluta per "vederci chiaro" sui conti di Expo 2015, che per il momento sono stati diffusi in maniera incompleta, anche perché non sono ancora scaduti i tempi per depositare il bilancio. Secondo il centrosinistra si tratta di una "richiesta strumentale", dovuta al fatto che l'ex commissario di Expo, Giuseppe Sala, è ora candidato a sindaco proprio per il centrosinistra.

"La commissione è un atto doloroso ma necessario, perché prova a riportare alla normalità ciò che sarebbe dovuto essere sin dall'inizio con trasparenza e possibilità di avere dati veri su documenti certi", ha commentato Manfredi Palmeri (Polo dei Milanesi), secondo cui "chi l'ha ostacolata ha dimostrato paura e voglia di nascondere". E per Corrado Passera (candidato a sindaco indipendente), "la commissione si è resa necessaria a causa della mancanza di trasparenza e della reticenza di Giuseppe Sala. Rimane comunque il fatto che la mancanza di un progetto ambizioso del dopo Expo per la riqualificazione dell’intera area rischia di aprire le porte a decisioni emergenziali come quella di ospitare i migranti che potrebbe pregiudicarne il futuro".

"La maggioranza non esiste più da mesi, altrimenti questa commissione non sarebbe nata", si esprime Riccardo De Corato (Fdi), sottolineando che alcuni consiglieri di centrosinistra hanno votato a favore. "Abbiamo ottenuto con la forza ciò che in un Paese normale dovrebbe accadere in automatico, cioè ottenere i conti di un'azienda pubblica", commenta Pietro Tatarella (Fi).

"I conti sono già stati forniti da Sala in commissione Expo", replica il presidente di questa commissione, Ruggero Gabbai del Pd, che evidenzia sia il "poco tempo a disposizione" sia "l'assenza di reali contenuti su cui far luce". E conclude: "Alcuni dei consiglieri che hanno chiesto a gran voce la commissione d'inchiesta, dovrebbero piuttosto preoccuparsi di dentiere e di altre illeciti".

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