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Galleria, sì alla commissione d'inchiesta sui negozi

Firma anche Grassi (Valori per Milano): raggiunto il numero di 20 richiedenti necessari per lo Statuto del Comune di Milano

Arriva la commissione d'inchiesta sui recenti subentri in galleria Vittorio Emanuele: farà luce soprattutto sulla cessione di ramo d'azienda che porterà alla sostituzione della storica argenteria Bernasconi, sull'Ottagono, con una boutique di Versace. Ma anche sulla contestuale cessione che allargherà, sempre sull'Ottagono, gli spazi di Prada al primo piano dove ora c'è Ricordi.

La commissione dovrà stabilire in particolare se c'è stato un danno per i cittadini di Milano oppure no. La richiesta è stata presentata lunedì sera da Riccardo De Corato (Fdi), promotore dell'iniziativa, d'accordo tutti i consiglieri di opposizione.

Tuttavia, per poterla istituire, c'è stato bisogno anche della firma di (almeno) un consigliere di maggioranza. Occorrono infatti 19,6 consiglieri, cioè i due quinti dei 49 membri del consiglio comunale (sindaco compreso). Ma le opposizioni si fermano, a Palazzo Marino, a 19 consiglieri. Nei giorni scorsi Basilio Rizzo, presidente dell'aula, aveva promesso la sua firma nel caso in cui vi fossero stati problemi in merito. Poi la firma di Raffaele Grassi (Valori per Milano) ha risolto l'empasse.

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