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Cos'è questa storia della dichiarazione di antifascismo vero che devono firmare i consiglieri

Domani il primo consiglio comunale. E alla vigilia c'è già un caso

Una firma contro gli estremismi politici. Beppe Sala, sindaco di Milano appena rieletto, chiederà a tutti i consiglieri comunali che siederanno insieme a lui in aula di professarsi, ufficialmente, antifascisti. Alla vigilia del primo consiglio comunale - in programma per giovedì 21 ottobre - la questione è però già un caso. 

La miccia l'aveva innescata lo stesso Sala qualche giorno fa, quando - parlando dopo l'assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil di Roma - aveva parlato di un "campanello d'allarme". Tanto che, aveva detto, "chiederò al consiglio comunale di sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo vero e militante da subito" perché l'antifascismo "non è una cosa che si può accendere quando serve". Lui stesso, parlando davanti alla Cgil meneghina, aveva rimarcato che "A Milano e Torino sono state elette persone di matrice fascista e questo non è accettabile".

"Da chi guida partiti che strizzano l'occhio a certe forze ci aspettiamo che prendano una posizione chiara: che facciano azioni, non interviste - aveva aggiunto il primo cittadino -. Credo che Giorgia Meloni debba agire e buttar fuori persone che evidentemente non rappresentano gli insegnamenti della nostra Costituzione. Io sono rimasto veramente sorpreso nel vedere quelle immagini e le dichiarazioni della consigliera Chiara Valcepina", aveva proseguito il sindaco facendo riferimento all'inchiesta di Fanpage su una presunta lobby nera di matrice neofascista interna al centrodestra. 

A poche ore dalla prima riunione a palazzo Marino c'è, però, chi ha già detto di no. Vittorio Feltri, eletto nelle fila di Fratelli d'Italia, ha fatto sapere che non firmerà eventuali dichiarazioni di antifascismo e di adesione ai valori costituzionali richiesti dal sindaco. Sala, ha messo nero su bianco il neo consigliere su Libero, giornale che lui dirige, "deve essere uno di quelli a cui il successo dà alla testa. Infatti si accinge a chiedere ai componenti del consiglio comunale di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai valori costituzionali. Inoltre pretende che ogni collaboratore firmi un documento in cui affermi di essere antifascista. Una stupidaggine simile non si era mai registrata in alcun municipio patrio"

E ancora: "Dovrei proclamare ufficialmente, in aula, di non essere un tifoso di Mussolini, morto ammazzato dai partigiani che lo rincorrevano, e di giurare fedeltà alla Carta. Ma siamo impazziti? Tutta la mia lunga vita testimonia rigoroso rispetto della legge suprema della repubblica democratica, e secondo il primo cittadino, dovrei dire a lui ufficialmente di essere una persona perbene, per giunta priva di simpatie per l'infausto Ventennio dominato dal Duce. Se lo scordi, il signorino Sala. Io non firmerò mai una simile buffonata che mette in dubbio 78 anni della mia esistenza disciplinata, impeccabile". 

Sala, secondo Feltri, "combatte le dittature inesistenti con metodi da despota. Ma chi crede di essere, Hitler? Quando sarò seduto in Consiglio comunale e lui mi chiederà di siglare il fetente documento provvederò a dirgli in faccia le parole che fin qui ho vergato. Lo farò con buona educazione, secondo gli insegnamenti di mia madre, ma lo farò con determinazione sperando di essere imitato dai miei colleghi, compresa Chiara Valcepina, oggetto di discriminazioni in quanto palesemente di destra". Feltri sarà l'unico ad opporsi o qualcun altro lo seguirà? 

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