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Pgt, Moratti ottimista: "Il 28 giugno l'approvazione"

Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza ha ritirato i 50 emendamenti sulla pratica del Piano di governo del territorio. In aula sembra tornato il sereno tra i banchi delle forze di governo. Il sindaco è ottimista e punta all'approvazione entro fine giugno

"Si stanno facendo dei passi importanti nella discussione del Pgt, i 50 emendamenti ritirati oggi dalla maggioranza sono un chiaro segno di compattezza, inoltre in aula si respira chiaramente un clima sereno e sono certa che esista la possibilità di rispettare la scadenza del 28 giugno concordata in maniera bipartisan”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco Letizia Moratti mercoledì, “incrociata” dai giornalisti  nelle retro-stanze della sala consiliare di Palazzo Marino, e, riguardo al mancato ritiro da parte del Pd dei numerosi emendamenti ostruzionisti, il primo cittadino ha risposto: ”L’opposizione fa l’opposizione”.

Poi, ai microfoni, solo dichiarazioni sui successi di una città che l’anno scorso ha segnato un incremento del 7% nel turismo, in controtendenza con tutte le altre metropoli europee, “grazie ai vari interventi fatti dall’amministrazione. Oggi Milano deve continuare a trasformarsi come è sempre stata capace di fare – ha continuato la Moratti - verso un futuro nato dalla fusione tra innovazione e tradizione. Non mi riferisco all’Expo, questi obiettivi di sviluppo guardano al 2030, per una Milano più verde, già dall’Expo ne erediteremo 800 ettari, e con più infrastrutture in modo che lo sviluppo della città sia collegato a quello dei servizi pubblici”.

Uno degli emendamenti approvati dall’aula ma molto discussi è stato quello sulla densificazione nelle aree in cui “esiste o è in fase di realizzazione” una stazione della metropolitana; del consigliere Basilio Rizzo, ma condivisa da molti, la preoccupazione di specificare che l’indice di edificabilità di un’area aumenterà solo nel momento in cui verrà appurata con certezza “la presenza della fermata di metropolitana e non basta che sia solo programmata, come tante altre idee che non ho poi mai visto realizzate” ha commentato Rizzo ottenendo la modifica del testo attraverso un subemendamento.

Approvato all’unanimità e non suscitando evidenti scontri tra maggioranza e opposizione è stato invece l’emendamento relativo alla Gronda Nord,  “nato da un compromesso che io stesso ho sottoscritto”, come ha voluto specificare il consigliere del gruppo misto Giuseppe Landonio. E’ previsto quindi che questa strada interquartiere sarà caratterizzata sia da linee di trasporto su ferro sia da piste ciclopedonali: un modo per chiarire che non diventerà un’autostrada in città e che verranno adottate le migliori precauzioni per garantire vivibilità ai residenti e il minor impatto ambientale possibile “limitando l’inquinamento atmosferico e acustico anche con un eventuale interramento”.     
 

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