Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Consiglio regionale "senza lavoro dalla giunta": non si riunisce per due settimane

Il Codacons presenta un esposto alla corte dei conti. I Radicali: "L'aula si riunisca per discutere le proposte d'iniziativa popolare"

Il consiglio regionale lombardo (Repertorio)

E' polemica sui lavori del consiglio regionale. La seduta di martedì 4 ottobre è stata dedicata alle mozioni e al "question time", quella di martedì 11 ottobre è stata annullata per mancanza di provvedimenti (provenienti dalla giunta) da approvare e così anche quella di martedì 18 ottobre, che doveva essere dedicata al post-Expo. Un lungo stop, caso più unico che raro, di fatto imposto dalla maggioranza di centrodestra.

L'opposizione va all'attacco: per Fabio Pizzul (Partito Democratico) "o questa maggioranza fatica a mettersi d'accordo, o la giunta ha poche idee". Per Gianmarco Corbetta (Movimento 5 Stelle) "la giunta detta i temi e i tempi del nostro lavoro, ma se non arrivano proposte stiamo fermi".

Il capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega Nord, ha parlato di "un momento salutare di pausa" e di concentrarsi sulle commissioni". E poi ha sottolineato che "non occorre necessariamente fare più leggi, anzi la gente ce ne chiede sempre meno". Roberto Maroni, anche lui della Lega Nord, presidente della giunta, preferisce però rivendicare il "super lavoro" dei suoi assessori: "Da inizio mandato abbiamo approvato più di 5.500 provvedimenti, cioè quattro al giorno. Tra questi, 121 progetti di legge inviati al consiglio: di questi, cento sono stati deliberati dall'aula". 

Nella polemica è intervenuto anche il Codacons, che ha annunciato un esposto alla corte dei conti visto che i consiglieri regionali, pur non riunendosi, continuano a percepire l'indennità di mandato. Ma è vero che non ci sono provvedimenti da discutere ed eventualmente votare?

Non proprio. Ci sarebbero ad esempio due proposte di legge di iniziativa popolare, sulla cannabis terapeutica e sul testamento biologico, ciascuna firmata da oltre seimila cittadini lombardi. In teoria, queste proposte di legge devono essere discusse in consiglio entro un certo termine dalla presentazione. Ma questo, finora, non è stato fatto. "I termini di calendarizzazione obbligatoria sono scaduti da tre mesi, ponendo così l'attività del consiglio in condizione di flagrante illegalità. Invece di andare in vacanza, il consiglio ha l'obbligo di riunirsi e prenderle in esame", dichiarano Barbara Bonvicini e Sergio De Muro (Radicali).

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