Bossi jr presenta la sua prima mozione: approvata, ma per il Pd è razzismo

Consiglio regionale, ieri, in Lombardia. Approvata la mozione di Renzo Bossi contro l'abusivismo commerciale. Ma il Pd insorge: "Colpisce l'immigrazione, non il mancato pagamento delle tasse"

Giro di vite sul commercio ambulante. Ieri, in sede di Consiglio regionale, è stata approvata una mozione di Renzo Bossi - al suo primo intervento dopo l'elezione - contro l'abusivismo del commercio ambulante. Il figlio del leader del Carroccio ha preso il microfono per spiegare in aula la necessità di istituire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, per inserire un nuovo documento fra la certificazione da presentare per ottenere la licenza di ambulante.

  Per il Pd il provvedimento colpisce l'immigrazione e non l'evasione fiscale  


In base alla normativa vigente in Lombardia, infatti, è sufficiente certificare di essere iscritti agli enti previdenziali ed assistenziali, ma non avviene la verifica della regolarità dei pagamenti. Secondo Bossi jr, serve invece inserire come condizione necessaria al rilascio della licenza la produzione del Durc - il documento unico di regolarità contributiva.

La mozione di Renzo Bossi è stata approvata, ma l'opposizione è insorta. A prendere la parola sono stati Chiara Cremonesi (Sel) e Carlo Spreafico (Pd) che hanno espresso giudizio negativo. Secondo Cremonesi, infatti, il documento "non parla la lingua sacrosanta del contrasto all'evasione fiscale, ma quella del razzismo" perché "estendere la presentazione obbligatoria del Durc al solo commercio ambulante svela la volontà di colpire l'immigrazione, non il problema del mancato pagamento delle tasse drammaticamente esteso nel Paese e in molte categorie care alla Lega".

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  Per Renzo Bossi la mozione è uno scacco all'abusivismo  


A prendere le distanze dalla mozione anche Carlo Spreafico, consigliere Pd e membro dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che ha chiesto ma non ottenuto un rinvio della discussione in commissione: "Pur di continuare a farsi propaganda - spiega Spreafico, esprimendo la posizione di tutto il Pd lombardo - nella presunta lotta agli extracomunitari, non si esita a penalizzare tutto il settore con un provvedimento già superato dall'istituzione della Carta d'esercizio quale strumento di verifica e controllo del commercio e del commerciante su aree pubbliche".

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