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Fanzago (Pd): "Io bigotto? Fiero dei miei valori"

Il consigliere cattolico del Pd interviene in aula contro il registro sulle unioni civili. "Priorità alla famiglia ma non sono contro il riconoscimento delle coppie di fatto"

Andrea Fanzago in consiglio col capogruppo del Pd Carmela Rozza

Costretto a difendersi il vice-capogrupppo del Partito democratico a Palazzo Marino, Andrea Fanzago. Dopo avere rivendicato la sua contrarietà al registro delle unioni civili e avere annunciato da tempo che si sarebbe astenuto, ha dovuto sopportare gli attacchi della sua maggioranza: molti elettori, e anche alcuni colleghi in consiglio, che lo invitavano a considerare che il registro è nel programma elettorale di Pisapia e quindi va fatto, punto e basta.

E martedì pomeriggio Fanzago è intervenuto in consiglio comunale per rimarcare le sue osservazioni. Ha iniziato sottolineando che "forse ai consigli di zona abbiamo dato troppa fretta". Ma soprattutto ha sottolineato di "non avere una preclusione ideologica bensì una seria preoccupazione per la famiglia, da sostenere e rilanciare". E si è detto "aperto a soluzioni legislative nazionali" sull'argomento.

Ha poi sottolineato che ci sono state "esasperazioni" e che il provvedimento è un "desidero ma non posso", laddove alcuni (Boeri ad esempio, n.d.r.) sostengono che sia un primo passo per arrivare alle nozze per gli omosessuali. "C'è l'Italia che ci guarda", ha affermato Fanzago, "ma si deve sapere che questo provvedimento non è una scorciatoia, ma un provvedimento effimero: abbiamo già potuto riconoscere con il fondo anticrisi determinati diritti anche alle coppie di fatto, prima d'istituire il registro. E non credo che il comune abbia un qualche regolamento che discrimina in base alle scelte sessuali".

Infine Fanzago ha criticato la portata del registro, che potrebbe far considerare "parenti prossimi" due o più studenti universitari che dividono l'abitazione per motivi economici, e l'espressione con cui il comune si impegna a "sviluppare forme diverse di convivenza": "Preferirei - ha aggiunto - cambiare sviluppare con tutelare".

E ha concluso: "Mi hanno definito oscurantista. Bigotto. Chiuso. Certamente m’ispiro alla tradizione valoriale di cui sono fiero".

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