Palmeri (Fli): "Registro unioni civili primo passo"

Il consigliere comunale di Fli parla a favore del registro delle unioni civili (pur considerandolo lacunoso in alcuni aspetti) citando la sua storia personale. E conclude: "Questa città stimoli il Legislatore"

Manfredi Palmeri (Fli) in consiglio comunale

Tra gli interventi "a ruota libera" di martedì pomeriggio sulle unioni civili (che ha visto in apertura il discorso di Andrea Fanzago, cattolico del Pd), molto applaudito è stato Manfredi Palmeri (Futuro e Libertà), che ha richiamato anche la sua storia personale di padre di famiglia senza matrimonio per ribadire la necessità che si giunga a una regolamentazione dei diritti civili: "Un primo pasoso, breve e incerto, nella direzione giusta".

Palmeri ha però criticato un provvedimento a suo dire lacunoso e che non esaurisce la complessità della questione, nonostante "i meriti e la profondità intellettuale della consigliera D'Amico (presidente della commissione affari istituzionali, n.d.r.)". Due - a suo avviso - le carenze più significative: la confusione tra legami che non diventano matrimoniali per mancanza di volontà o perché non si possono concretizzare (ad esempio perché omosessuali, oppure perché uno dei due partner non è divorziato). E poi la confusione di pensare che "le coppie di fatto che non possono contrarre matrimonio siano necessariamente omosessuali".

"CINQUE FIGLI, NON TRE PIU' DUE" - Per larga parte del suo intervento, Palmeri ha parlato del suo caso personale: convivente con una donna non divorziata e che quindi non si può risposare. "Può mai qualcuno pensare - ha detto - che io non ho una dimensione di famiglia perché non sono sposato? Se sto crescendo tre figli non miei con la mia compagna, lo faccio forse al di fuori del perimetro di famiglia? Io e lei abbiamo insieme cinque bambini che non sono 'tre più due', ma cinque insieme e tra loro fratelli pur portando un cognome diverso". Di qui le difficoltà: "Se io porto un bambino al pronto soccorso, la procedura non è semplicissima se il bambino ha un cognome diverso dal mio", ha spiegato: "E se si tratta di un 17enne, e l'infortunio è avvenuto sul divano mentre guardavamo la televisione, e mi si chiede 'ma lei chi è?', io che cosa rispondo?". Il problema, per il consigliere di Fli, è che questi fratelli, non sono considerati tali da alcuni uffici pubblici. Non è "un risparmio di 20 euro su una tariffa", ma che "mi si devasta un modello educativo rispetto alla strada in salita di due genitori che hanno fatto lo sforzo per farli sentire fratelli e poi trovano un dipendente di una istituzione che gli dice 'no, non siete fratelli'".

GLI OMOSESSUALI - "Il primo pensiero - ha affermato in seguito Palmeri -  dovrebbe andare non a chi sceglie di non sposarsi, ma a chi non può farlo", tra questi le coppie omosessuali. "Non ci si può girare dall'altra parte - ha detto - e non dare risposta a chi vive una dimensione di affettività in modo strutturato al pari di chi è sposato. E non tiriamo in mezzo la natura, che si esprime in modo diverso sull'affettività da persona a persona, mentre ad esempio dà una risposta chiara sulla riproduzione".

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L'INVITO AL LEGISLATORE NAZIONALE - Il consiglio comunale non ha molti poteri sull'argomento delle unioni civili. Ma Manfredi Palmeri ha voluto ribadire che "accanto al lavoro in senso stretto su ciò che rientra nel perimetro delle competenze comunali, questo consiglio comunale e questa città che ha saputo, nella propria storia, coniugare la tradizione dei valori con l’innovazione dei diritti, deve ispirare un’azione nazionale del Legislatore possibilmente facendo confrontare i valori con le risposte concrete, senza che tutto cada nell'ideologia e nell'arena in cui bisogna posizionarsi nell'una o nell'altra curva".

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