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"Maretta" sulle coppie di fatto in giunta, la Guida: "Contraria"

Il vicesindaco Maria Grazia Guida si dichiara "personalmente contraria" ma Majorino ribadisce la linea. I Radicali a quota 2.500 firme, obiettivo il doppio

A lei, cattolica, dirigente della Casa della Carità e vicesindaco, era toccato il compito di tenere la conferenza stampa dopo la prima riunione della giunta Pisapia. "Abbiamo dato una serie di patrocinii gratuiti", glissò: tra questi quello per la Gay Pride Parade.

Martedì mattina Maria Grazia Guida rilascia un'intervista per "Avvenire" in cui tra l'altro si dichiara "personalmente contraria" al registro delle unioni civili, di cui si parla fin dalla campagna elettorale del centro-sinistra, e che il sindaco ha ribadito essere un punto fermo tanto che - come ha recentemente affermato su Radio Popolare - se non lo farà il consiglio comunale ci penserà lui entro il 2012.

Tema delicato, quello delle coppie di fatto. Che a febbraio aveva provocato uno scontro tra il Partito democratico e la presidente della commissione pari opportunità a Palazzo Marino, Anita Sonego (Fds), pronta a dimettersi sentendosi "scavalcata" dal Pd. E che poi aveva scatenato altri dissidi nella maggioranza, con una parte del Pd convinta si dovesse attendere la visita del Papa per non fargli "uno sgarbo", e un'altra parte convinta invece di dover accelerare su una promessa elettorale dai forti connotati simbolici.

Martedì mattina Pierfrancesco Majorino, che in giunta è uno dei più "insistenti" sul tema, ha replicato alla Guida. "Il vicesindaco - ha detto Majorino - ha preso una posizione personale". Intanto i Radicali fanno il bilancio della raccolta firme per il riconoscimento delle unioni civili, lanciata proprio in occasione della visita di Benedetto XVI. "Siamo arrivati a 2.500 firme di milanesi - spiegano - e siamo a metà strada per l'obiettivo minimo di 5mila che consentirebbero di ottenere con certezza un pronunciamento del consiglio comunale entro 60 giorni".

"Terminato l'incontro delle famiglie - aggiunge Marco Cappato - non ci sono più né ragioni né pretesti per rimandare decisioni su riforme che sono già realtà di governo in molte città d'Europa".

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