Unioni civili, Pietro Tatarella (Pdl) motiva il suo "sì"

La dichiarazione di voto finale di Pietro Tatarella, che insieme a Luigi Pagliuca ha insistito per il "sì" al registro delle unioni civili. "A quale modello di destra ci ispiriamo?"

Tatarella (a sin.) in consiglio comunale con Marco Cappato

Di seguito la dichiarazione di voto con cui Pietro Tatarella (Pdl) esprime voto favorevole al registro sulle unioni civili.

Non è stato per me semplice non ritirare l’1-bis (l'emendamento ritirato dal co-firmatario Giulio Gallera, n.d.r.) e dichiarare il mio voto favorevole a questo registro.

Devo dire, con onestà, di non avere apprezzato le parole di alcuni colleghi di maggioranza: chi ha dichiarato d’astenersi non è difensore più di me del concetto di famiglia. Non è questo il momento di solcare una differenza tra laici e cattolici. Stiamo parlando di un semplice riconoscimento di diritti civili. E’ il parlamento che dovrà colmare il vuoto legislativo.

Avrei preferito che qualche collega di maggioranza trovasse il coraggio di astenersi su temi amministrativi, economici. Se no, vuol dire che ci si piega al volere economico ma non ci si vuole piegare quando si parla di semplici diritti.

Il partito a cui ho aderito quando ho iniziato il mio impegno politico, Forza Italia, aveva un credo laico che per me era una guida, rappresentava l’impegno di tanti che dopo la prima repubblica avevano scelto di entrare in un movimento che teneva dentro laici e cattolici, popolare e riformista, e che dopo qualche anno è riuscito a creare il presupposto per la casa dei moderati di centrodestra: si rifà ai valori del Partito popolare europeo, e lo ripeto, non credo che l’istituzione del registro metta in dubbio il valore della famiglia.

Questo dibattito è stato un arricchimento, in particolare quello acceso nel mio gruppo perché ogni tanto si pensa a sondaggi, leader, simbolo, legge elettorale, e ci si dimentica che i cittadini ci votano anche e soprattutto per l’opinione che abbiamo su temi specifici, sull’economia, il sociale, il welfare.

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Oggi qualcuno vorrebbe rappresentare questa giornata come la vittoria della maggioranza di quest’aula, la svolta di Pisapia, credo invece e spero che questa mia scelta non verrà strumentalizzata dai colleghi di maggioranza e accenda una riflessione nel Pdl: a quale modello di destra ci vogliamo ispirare? La destra in Europa va in direzione diversa, guardo all’Inghilterra. Lancio la sfida per pensare se è coerente credere nella famiglia e votare a favore di questo registro. Mi sarei aspettato più coraggio da chi si astiene nel Pd e spero che questo voto possa portare a un modo diverso di confrontarsi, altrimenti vorrebbe dire buttare via tutto il lavoro che abbiamo svolto.

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