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Altro che "Je suis Charlie". Il deputato Corsaro si augura che l'Isis "finisca il lavoro"

L'esponente milanese di Direzione Italia, ex Alleanza Nazionale, choc su Twitter e Facebook

Massimo Corsaro, deputato ex An ora Direzione Italia

La vignetta è nel pieno dello stile di Charlie Hebdo. «Dio esiste, ha annegato tutti i nazisti del Texas», recita la copertina con la doppia allusione all'uragano Harvey, che nello stato degli Usa ha mietuto decine di vittime, e ai rigurgiti neonazisti e suprematisti bianchi che negli ultimi tempi stanno attraversando gli Stati Uniti.

La reazione di Massimo Corsaro, deputato milanese eletto con il Pdl e ora con Direzione Italia (il partito di Raffaele Fitto), ha però generato una polemica violentissima. «Sì, in effetti penso che l'Isis debba tornare in redazione - a Parigi - e finire il lavoro». Un esplicito riferimento all'attentato terroristico subìto dalla testata il 7 gennaio 2015, con dodici morti e undici feriti, ad opera di un commando di integralisti islamici in seguito ad una vignetta su Maometto.

Il mondo intero si strinse intorno a Charlie Hebdo e alla libertà di parola e di stampa. Ora lo scioccante post di Corsaro, deputato della Repubblica, riporta all'attenzione questo tema. "Je suis Charlie" non può evidentemente essere una frase di circostanza valida solo quando la vignetta "colpisce" mondi lontani.

Quando insultò Fiano (Pd) su Facebook

«Quelli di Charlie Hebdo possono dirsi felici che sia morta della gente ed io non posso rimpiangere che loro non siano spariti tutti?», replica Corsaro ad alcuni dei commenti critici che gli sono piovuti sui social network. Corsaro il 12 giugno era stato bersagliato da critiche per una ragione del tutto simile. Nel senso che anche allora fece scalpore un suo post su Facebook. In quella occasione, con un giro di parole metaforico, diede (come lui stesso spiegò in seguito) «della testa di c...» al deputato democratico Emanuele Fiano, con riferimento al credo ebraico: «Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione». Quella volta Corsaro decise poi di rimuovere il post.

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