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Domenica, 25 Febbraio 2024
Politica

Il consigliere del Pd che "stronca" il piano anti inquinamento del Comune di Milano

Secondo Monguzzi, il piano 'vero', quello per ottenere il Recovery Plan, è peggiorativo e non è stato visionato dai consiglieri. Inoltre, in quello che verrà invece votato, tanti errori e leggerezze

Il piano Aria Clima del Comune di Milano? "968 pagine, una serie di buone intenzioni, con alcuni errori, ma senza alcuna conseguenza pratica". Non le manda a dire (come è, del resto, suo solito) il consigliere 'eco-dem' Carlo Monguzzi del Partito democratico mentre il consiglio comunale di Milano si appresta a iniziare la discussione del piano in questione. Monguzzi, anzi, chiedendo "solo un po' di serietà", fa notare che esiste "un piano finto, da votare, e uno vero, che nessuno ha votato, e che è stato già mandato a Roma per i 2,3 miliardi del Recovery Plan".

Secondo Monguzzi, professore di matematica e in passato consigliere regionale dei Verdi, "nel piano, quello da votare, c'è scritto chiaramente che il teleriscaldamento deve essere di quarta generazione (a bassa temperatura e altre caratteristiche). In quello vero, che nessuno ha votato, c’è al contrario lo sbagliatissimo teleriscaldamento da Cassano d’Adda di terza generazione (alta temperatura). Quindi il fiore all’occhiello della riconversione energetica di Milano è una tecnologia vecchia e superata, che utilizza addirittura fonti fossili (la centrale di Cassano brucia metano che emette CO2, che invece andrebbe azzerata).  Quindi la transizione energetica è tornare a 50 anni fa utilizzando le fonti fossili inquinanti?".

E non c'è solo il teleriscaldamento. Riguardo ai rifiuti, Monguzzi nota che il piano "dice di potenziare la raccolta differenziata", ma poi accade che a Milano la raccolta della frazione umida costa 34 milioni di euro all'anno ma il compost prodotto non viene utilizzato: "Il Comune non ne ha alcun rientro economico. Scandaloso. E la plastica, tutta raccolta in modo differenziato, per il 60 per cento va nell'inceneritore, il resto viene riciclato ma non si sa dove. Questa non è economia circolare, è solo spreco di risorse e un’offesa all’impegno dei cittadini".

Infine Area B, la "cintura" corrispondente all'incirca ai confini del Comune di Milano, vietata alle auto inquinanti: "Con le deroghe non può funzionare". E via elencando: "Il divieto fantasma di fumo (pochissime multe da quando è stato introdotto all'aperto, n.d.r.), il biglietto dei mezzi 'breve' promesso e mai fatto, il centro nel 2030 solo con auto elettriche ma nel 1985 era chiuso a tutte le auto private". Insomma, una stroncatura pressoché totale.

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