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Si discute ancora di cure mediche ai figli di clandestini

Si discute ancora di cure mediche ai figli di clandestini

Cure mediche a figli di immigrati irregolari, Ambrosoli: "Lombardia incoerente"

Da una parte la regione non applica l'accordo sottoscritto con lo stato; dall'altra però, in un processo, si difende affermando che nulla vieta al minorenne di iscriversi al servizio sanitario

Apparente incoerenza della giunta lombarda sulla questione delle cure mediche ai minori figli di clandestini. Questione che, in regione, aveva scaldato gli animi in occasione di una mozione in tal senso, che la maggioranza di centrodestra non aveva gradito. Ora il capo dell'opposizione Umberto Ambrosoli scopre che la regione si è costituita in un processo intentato per garantire l'accesso al pediatra di base anche ai figli degli immigrati irregolari, depositando una memoria difensiva.

E proprio dalla lettura della memoria difensiva si evince che la Lombardia riconosce l'accordo Stato-Regioni rimasto in realtà inapplicato a livello normativo. "E' un colpo di scena", commenta Ambrosoli: "Non giochiamo con le parole. Se la regione non ha motivi di opporsi all'iscrizione al servizio sanitario regionale dei minori figli di clandestini, allora applichi anche l'accordo che richiama nella memoria e che ha già firmato".

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