Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Fontana torna a giustificarsi e gli regalano un pallottoliere

Il governatore incolpa ancora Roma e parla di calunnie che infangano i lombardi. Bussolati (Pd) gli regala un pallottoliere. Poi i cori da stadio contro il centrosinistra: "Andate a lavorare"

Fontana col pallottoliere appena consegnato da Bussolati (Pd)

Seduta quasi subito sospesa in consiglio regionale dopo le comunicazioni in aula del governatore Attilio Fontana sul pasticcio dei dati Covid e dell'errore della zona rossa, martedì mattina. Non ci è voluto molto per scatenare la bagarre. Fontana è stato più volte interrotto dai consiglieri di opposizione. Ma il clou è avvenuto dopo l'intervento di Michele Usuelli (+Europa-Radicali), il primo a parlare, che al termine del discorso si è recato davanti ai banchi della giunta per chiedere "in ginocchio" (video) i dati Covid disaggregati, grezzi.

Fermi lo ha censurato e gli ha intimato di andarsene dall'aula minacciando l'intervento della forza pubblica: ma la bagarre (non visibile sulla diretta streaming, ma perfettamente udibile) era ormai fuori controllo, con tanto di cori ("a lavorare, vai a lavorare"), e la seduta è stata infine sospesa.

Tutte le volte che la Regione è sembrata inadeguata

L'intervento di Fontana: le tappe sul pasticcio dei dati

Nel suo intervento, Fontana ha ripercorso le tappe attraverso cui si è arrivati alla rivalutazione della zona per la Lombardia, col passaggio da rossa ad arancione dopo una settimana, con toni duri, ripetendo sostanzialmente la ricostruzione già nota. Parlando di "mancanza di rispetto oltre il consentito per i lombardi", il governatore ha ricordato che la Regione invia "tutti i giorni i dati certificati in modo corretto, così come attestato dall'Iss", dati mai contestati fino al report 35 perché vi era sempre statta coerenza. "In occasione del report 35 abbiamo invece notato discrepanza tra l'Rt sintomi (1,4) e gli altri indicatori, compreso Rt ospedalieri. Abbiamo quindi ricalcolato l'Rt sintomi risultato pari a 1,01. Per questo abbiamo chiesto una valutazione più coerente da parte della cabina di regia, che tenesse conto anche dell'Rt ospedaliero e dell'incidenza dei nuovi positivi per 100 mila abitanti. La stessa cabina aveva suggerito al Ministero di pesare maggiormente questi indicatori".

"Abbiamo manifestato la nostra perplessità sul metodo utilizzato - ha proseguito - e abbiamo chiesto di trovare una via strutturata di superamento del problema come testimonia una nostra mail del 21 gennaio. Nei due giorni successivi abbiamo chiesto di verificare anche l'indice RT sintomi del report 35, ma ci è stato risposto di dichiarare che tale richiesta doveva essere considerata una rettifica del nostro flusso; nel caso in cui non avessimo acconsentito ad ammettere di operare una rettifica dei dati, pur conoscendo il nuovo valore del RT della settimana precedente, l'Is ci ha comunicato che non avrebbe formalizzato il nuovo valore permettendoci così di andare in zona arancione. Abbiamo, quindi, formalizzato una richiesta di rivalutazione del Rt sintomi del report 35 dichiarando una integrazione di dati a seguito del confronto tecnico con ISS e su loro precisa richiesta".

"Mancata registrazione dei guariti è una falsa notizia"

La protesta: in piazza con le calcolatrici

E' del 19 gennaio la richiesta lombarda di verificare il valore Rt sintomi del report 35, per recepire le modifiche tecniche proposte dall'Iss. In vista del report 36, l'Iss ha chiesto di "inserire un valore convenzionale in un campo facoltativo per superare la difficoltà di estrapolazione dei dati e calcolare valore corretto". La Lombardia si è adeguata "trasmettendo il 20 gennaio un flusso identico alla settimana precedente con intgrazione delle informazioni convenzionali che ci erano state rchieste, manifestando perplesstà e, con mail del 21 gennaio, chiedendo di trovare un superamento strutturale del problema".

Nei giorni successivi l'Iss avrebbe chiesto alla Regione di scrivere che la richiesta di verifica dell'Rt sintomi del report 35 avrebbe dovuto essere considerata una "rettifica del flusso". Così Regione ha dichiato una "integrazione di dati su loro precisa richiesta, e lo sottolineo vibratamente". Secondo Fontana, dunque, "non corrisponde al vero che la rivalutazione era frutto di una nostra rettifica".

"Non è corretto che il destino di una Regione sia legato a un indicatore esile come Rt sintomi, che i destini di milioni di persone siano affidati a dati facoltativi. E' impensabile che la compilazione di dati facoltativi determini la colllocazione di una Regione in zona rossa: ecco perché avevamo chiesto di sospendere per 48 ore l'ordinanza del Ministero, per confrontarci con collaborazione leale. Non è avvvenuto e non ci è rimasto che ricorrere al Tar: senza questo ricorso saremmo ancora in zona rossa", ha detto Fontana: "Non accetto che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. E' una vergogna quello che sta succedendo e lo dico per i lombardi che sono stufi di essere umiliati".

Usuelli: "Vi chiedo in ginocchio i dati grezzi"

Subito dopo Fontana ha parlato Usuelli, consigliere di +Europa-Radicali, secondo cui da tempo i dati della Regione sui positivi con sintomi potrebbero essere errati. Usuelli ha ricordato che l'algoritmo con 21 parametri (e l'intesa su come compilare le schede) risale a un periodo a cavallo tra marzo e aprile 2020. "So dal 9 giugno 2020, e da quella data lo sa anche quest'aula, che il vostro software non toglieva i guariti", ha affermato l'esponente radicale ricordando una sua interrogazione dell'epoca. "Erano i tempi in cui minacciavate di querelare Gimbe, per dire qual è il vostro rapporto con le istituzioni scentifiche".

Nell'interrogazione, Usuelli segnalava che il 7 maggio 2020 la Lombardia aveva comunicato il numero di 50 mila persone con sintomi Covid iniziati il mese di aprile, per poi modificare quel dato a 70 mila. Un errore che avrebbe potuto ripetersi, e che si poteva prevenire cogliendo il suggerimento dell'Accademia dei Lincei: rendere pubblici e trasparenti i dati epidemiologici in forma grezza e non aggregata. Infine il gesto che ha innescato la bagarre: "Chiedo e non so più come chiedere di diffondere i dati grezzi, disaggregati. Siccome non so più come chiedervelo, ve lo chiedo in ginocchio". E si è recato davanti ai banchi della giunta, inginocchiandosi e costringendo il presidente dell'aula Fermi a espellerlo. Dopo un quarto d'ora, il consigliere è stato portato via dagli agenti della Digos.

Foto (MiaNews) - Usuelli in ginocchio davanti ai banchi della giunta

usuelli in ginocchio - mianews-2

"Mi sono messo in ginocchio, i responsabili della sicurezza si sono avvicinati, ho comunicato che mi sarei alzato immediatamente se il presidente Fontana e la vice presidente Moratti mi avessero detto che avrebbero pubblicato questi dati e mi è stato riferito che Fontana avrebbe detto 'per me può restare anche in ginocchio' e così ho fatto finché è arrivata la Digos; a loro gentile richiesta sono uscito": così Usuelli ha ricostruito l'accaduto dopo avere lasciato l'aula con gli agenti di polizia. "Non mi si è avvicinato nessuno della giunta - ha raccontato ancora Usuelli -, mi si sono avvicinati i consiglieri della Lega a darmi monetine, tra l'altro quella di più valore era da 20 centesimi".

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