Politica

Davide Boni, le accuse di Ugliola: "Tangenti per 300mila euro"

Il sospetto dei magistrati è che servissero a finanziare il partito, ma l'ipotesi per ora è corruzione

Davide Boni è arrivato al lavoro in regione mercoledì mattina senza rilasciare dichiarazioni. Mentre il vertice romano della Lega (Bossi, Maroni, Calderoli e Giorgetti) darà probabilmente nel pomeriggio qualche indicazione, il presidente del consiglio regionale nella serata di martedì ha ricevuto una telefonata in diretta dal conduttore Roberto Poletti (Antenna 3), in cui ha spiegato con toni abbastanza rassegnati quello che è successo: "Sono estraneo a questa cosa, rimango in attesa. Sono un uomo di movimento da 22 anni perché credo nell'idealità del mio movimento politico. La cosa mi amareggia, spero ci sia presto la possibilità di dire tutte le cose che devono essere dette".

Formigoni mercoledì mattina ha ribadito che l'azione di governo in regione proseguirà: quindi niente dimissioni come richiesto dal Pd e dall'Idv. Parlando invece di Boni ha spiegato: "Chiarirà la sua estraneità oppure farà passi conseguenti", ricordando che i suoi colleghi dell'ufficio di presidenza (Penati, Nicoli Cristiani e Ponzoni) si sono dimessi quando sono finiti sotto indagine. "Non facciamo processi sommari", ha concluso il governatore.

Al momento sembra che l'ipotesi di reato sia quella di corruzione e non di finanziamento illecito ai partiti. Quindi appare presto per parlare di "sistema Lega" o cose del genere. E' noto però che i magistrati sospettino che i soldi individuati sarebbero serviti a finanziare le attività del partito del Carroccio e non a rimpinguare il conto corrente di Davide Boni.

LE CARTE

Ma da dove nasce l'inchiesta? Nasce dalle dichiarazioni ai magistrati dell'architetto Michele Ugliola, che nel 2010 è stato arrestato per un giro di tangenti legate a Cassano d'Adda. Ex socialista e poi vicino a Forza Italia, l'architetto nel 2011 ha iniziato a raccontare ai magistrati di Milano una serie di legami tra imprenditoria e politica. Innanzitutto ci sarebbero fatture per 800mila euro emesse da una società di Ugliola verso una società controllata da Risanamento (dell'immobiliarista Luigi Zunino) per mediare con l'amministrazione di Sesto San Giovanni. Secondo i magistrati, però, non ci sarebbero riscontri sul fatto che questa intermediazione sia stata effettivamente svolta. Zunino avrebbe cercato la "sponda" di Davide Boni per le bonifiche dei terreni di Santa Giulia e dell'ex Falck di Sesto.

L'altro filone su cui i magistrati hanno interrogato Ugliola nel 2011 è relativo al pgt di Cassano d'Adda: una grossa somma di denaro sarebbe stata versata a Ugliola per ottenere l'approvazione di un progetto di riqualificazione di un'azienda storica. Roberto Paoletti, all'epoca assessore a Cassano e poi consigliere provinciale, avrebbe confermato ai magistrati di avere incassato da Ugliola una (piccola) parte della somma.

Ugliola avrebbe detto ai magistrati che sarebbero arrivati a Daniele Ghezzi (uomo di fiducia di Boni) 300mila euro frutto di due operazioni: 100mila come anticipo da Zunino per - appunto - accelerare le pratiche sulle bonifiche di Santa Giulia e dell'ex Falck, 200mila sempre come anticipo per pratiche simili relative a un centro commerciale ad Albuzzano, in provincia di Pavia, da parte dell'imprenditore Francesco Monastero.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Davide Boni, le accuse di Ugliola: "Tangenti per 300mila euro"

MilanoToday è in caricamento