Venerdì, 19 Luglio 2024
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De Corato porta via un giovane di Fdi che rispondeva a domande sul fascismo

Tensione tra cronisti e De Corato al presidio di Fratelli d'Italia contro Ilaria Salis, quando i giornalisti hanno rivolto a un dirigente milanese di Gioventù Nazionale domande sull'inchiesta di Fanpage

Tensione tra esponenti di Fratelli d'Italia e alcuni cronisti durante il presidio che il partito di Giorgia Meloni ha organizzato, venerdì pomeriggio, davanti alla sede milanese del Parlamento europeo per protestare contro Ilaria Salis, neoeletta per Alleanza Verdi Sinistra a Bruxelles, accusata di avere un debito con Aler Milano di 90mila euro per occupazione abusiva. 

A un certo punto, mentre i giornalisti stavano intervistando il dirigente milanese di Gioventù Nazionale Manuel Mariani sull'inchiesta di Fanpage sui rigurgiti neofascisti all'interno di Gn a Roma, che hanno già provocato due importanti dimissioni (Flaminia Pace e Elisa Segnini), i deputati di Fdi Riccardo De Corato e Grazia Di Maggio hanno portato via Mariani intimando ai giornalisti che avrebbero dovuto smettere di fare domande su quell'argomento: "Non dovete continuare, noi siamo qua per la Salis", ha detto De Corato spiegando che "su questo è già intervenuta Giorgia Meloni, siamo qui per parlare di Ilaria Salis che ha occupato illegalmente". E Di Maggio ha aggiunto: "Ha già dichiarato".

La presidente del consiglio, venerdì, era intervenuta sull'argomento, affermando che "chi ha sentimenti razzisti, antisemiti o nostalgici semplicemente ha sbagliato la propria casa", aggiungendo però che "infiltrarsi nelle riunioni dei partiti politici è un metodo da regime". Tornata la calma in corso Magenta, Mariani ha ripreso a dialogare con i giornalisti, affermando di essere d'accordo con Meloni: "Io sono uno studente, non ci riconosciamo in queste cose. Chi ha inneggiato al Duce ha sbagliato, è un errore, ora basta".

Orlandi: "Da Salis reati più gravi"

Durante il presidio, parlando con la stampa, è intervenuto anche Simone Orlandi, coordinatore milanese di Fratelli d'Italia e consigliere del Municipio 7, che ha ripreso i concetti espressi dalla premier sulle "infiltrazioni" dentro i partiti: "Meloni è stata chiarissima, chi ha sbagliato deve essere punito, ma è la prima volta nella storia della Repubblica che succede una cosa del genere. Sembra quasi da servizi segreti che si facciano intercettazioni ritagliando solo dei pezzettini e mettendo alla gogna dei ragazzi". Poi ha aggiunto: "Faccio presente che qui stiamo parlando di una parlamentare europea, che va a rappresentare la massima istituzione europea e che ha commesso un reato ben più grave".

Jonghi: "Mi candido a sindaco"

Intanto, ha preso carta e penna Roberto Jonghi Lavarini, soprannominato "Barone Nero", finito in un'altra inchiesta giornalistica di Fanpage, a pochi giorni dalle elezioni comunali del 2021, su presunti finanziamenti illeciti alla campagna elettorale di due candidati di Fratelli d'Italia (inchiesta poi archiviata dalla magistratura). Nell'inchiesta di Fanpage si vedevano anche saluti romani e inni a Hitler. Secondo Jonghi, dentro Fratelli d'Italia ci sarebbe attualmente dissenso verso le dimissioni degli esponenti di Gioventù Nazionale, per i quali si profila anche l'ipotesi di espulsione dal partito.

Jonghi ha rivelato di pensare a candidarsi a sindaco di Milano nel 2027 (o nel 2026, a seconda di quando si voterà): "Fosse veramente utile per squarciare il velo di ipocrisia e insopportabile perbenismo, sono disposto a scendere in campo a Milano con una lista civica di destracentrosinistra, trasversale e dirompente, di protesta e alternativa popolare". E ha promesso che ne parlerà con i dirigenti lombardi di Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Indipendenza.

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