Politica Greco / Via Antoine Watteau

De Corato: "Il Leoncavallo è un'attività totalmente illegale"

A più di una settimana dalla presentazione della delibera per lo scambio di via Watteau (sede del Leoncavallo) con le palazzine di via Zama e via Trivulzio, la commissione urbanistica visita anche l'ex stamperia occupata dal noto centro sociale

L'on. Farina fa gli onori di casa al consigliere De Corato

"Finalmente!" E' l'onorevole Daniele Farina, deputato di Sel nonché storico leader del Leoncavallo, ad accogliere con una stretta di mano il consigliere di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato (qui il video), per la prima volta nel noto centro sociale, insieme alla commissione urbanistica in visita allo stabile. Proprio l'ex stamperia oggi oggetto di una delibera (da approvare in consiglio entro il 30 aprile) per la permuta degli immobili di via Zama e Trivulzio di proprietà del comune, con l'edificio occupata nel '94 dai leoncavallini e appartenete al gruppo Cabassi.

Il valore dello scambio è di 6 milioni di euro. Da una parte, in via Trivulzio, la palazzina incompiuta e mal costruita in stato fatiscente e l'ex scuola di via Zama, periferia Sud-Est di Milano, anch'essa in forte stato di degrado e abbandono. Dall'altra, invece, via Watteau con la sede del Leoncavallo, che, una volta approvata la delibera, sarà oggetto di una riqualificazione con bando pubblico. "Una straordinaria occasione e un ottimo affare per Milano" ha fatto sapere l'onorevole Farina.

Ma sul bando De Corato ha ribadito: "Non sono d'accordo, ma è almeno un passo avanti: restiamo sempre nell'ambito della legalizzazione di una illegalità. Le attività culturali qui presenti hanno un aspetto marginale. Qui si fa business: con concerti e ristorazione senza licenze o concessioni rilasciate dal comune. Tutto esentasse". E ancora: "Noi ci apprestiamo ad una dura battaglia in consiglio comunale perché questa è una porcheria urbanistica".

Intanto il viaggio prosegue. All'interno vediamo ampi spazi e lunghi corridoi con svariati laboratori per le attività creative. Ogni muro ha il suo graffito. C'è una biblioteca e diverse aule dove si insegna l'italiano agli stranieri, ma anche l'inglese. Cinque insegnati volontari fanno da 'ponte', insieme ad altri associati, a tutti i migranti ancora in fuga dalla guerra e ospiti nella sede leoncavallina.

?"Confesso che non è stato facile vedere entrare molti di quelli che per vent'anni hanno odiato i luoghi comuni del Leo" ha fatto sapere il consigliere comunale Luca Gibillini (Sel). Che continua: "Ma è stato importante, al di là delle loro dichiarazioni, riuscire a mostrare alla città quella risorsa, con la sua libertà, i suoi corsi gratuiti, i suoi letti per senzatetto, la sua mensa a basso costo. E far vedere che c'è una città che lavora, al di là di tutto, anche per i più deboli".   

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