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Di Stefano, Salvini e Sardone (foto MiaNews)

Di Stefano, Salvini e Sardone (foto MiaNews)

Dopo la moglie Silvia Sardone, anche Di Stefano (sindaco di Sesto) passa alla Lega

L'annuncio in piazza con un comizio di Matteo Salvini

La famiglia si ricompone. Politicamente, s'intende. Perché i due (il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano e l'eurodeputata Silvia Sardone) non si erano mai divisi, sentimentalmente parlando. Ma quando lei, nel 2019, era passata da Forza Italia alla Lega, lui aveva preferito restare "azzurro", pur comunque invitando a votare per la moglie (e il Carroccio di conseguenza) alle elezioni europee, e pur presenziando a vari eventi in piazza del partito di Matteo Salvini. 

Molti giuravano che fosse solo questione di tempo: e infatti il 4 agosto è stato ufficializzato il passaggio del sindaco alla Lega. Con un evento in via Marzabotto, insieme a Salvini e alla Sardone. «Il coronamento di un percorso naturale, perfettamente coerente con le scelte politiche dell’amministrazione comunale», scrive il sindaco di Sesto su Facebook: «La Lega è il partito che più di tutti sa ascoltare i cittadini, comprendere le loro esigenze e offrire soluzioni pratiche e concrete, così come stiamo facendo a Sesto. Ringrazio Matteo Salvini e tutto il partito per la bellissima accoglienza».

Di Stefano e Sardone, da Fi alla Lega

Di Stefano e la Sardone hanno una storia politica "parallela" ma senza sovrapposizioni. I due vivono nel quartiere Adriano, a Milano, al confine con Sesto San Giovanni. La carriera politica inizia per lui con il consiglio comunale di Sesto, dove diventa capogruppo di Forza Italia, e per lei nel consiglio di zona 2 all'opposizione, sempre in Forza Italia. 

Nel 2016 la Sardone diventa consigliera comunale a Milano per gli "azzurri", quarta per preferenze. L'anno dopo Di Stefano viene candidato a sindaco di Sesto per il centrodestra con l'obiettivo di conquistare la Stalingrado d'Italia. Obiettivo riuscito: Di Stefano è eletto sindaco al ballottaggio sconfiggendo in rimonta Monica Chittò, del Pd, che era risultata prima al primo turno.

Nel 2018 la Sardone si candida al consiglio regionale. Il doppio ruolo di consigliere (comunale e regionale) è consentito dalla legge e la "pasionaria del quartiere Adriano" fa il pieno di preferenze con 11.300 voti personali: la seconda più votata in Lombardia dopo il collega di Forza Italia Giulio Gallera e la prima donna. Per lei è già pronto un posto in giunta come assessora alle attività produttive, ma all'ultimo momento viene esclusa. Si arrabbia molto e lascia Forza Italia iscrivendosi al gruppo misto sia in Comune sia in Regione.

Nel 2019, dopo un "anno sabbatico", l'annuncio dell'ingresso in Lega per la Sardone, con la contemporanea candidatura alle elezioni europee nel Carroccio. E fa di nuovo il pieno di preferenze: terza dopo Salvini e il pavese Angelo Ciocca e la donna più votata della Lega in questa tornata elettorale. L'ingresso a Bruxelles la costringe a rinunciare alla carica di consigliera regionale, mentre può restare (e resta) consigliera comunale a Milano, ormai nel gruppo della Lega.

E Di Stefano? Dal 2017, come detto, governa Sesto San Giovanni, fino ad ora sempre in Forza Italia anche se già nel 2019 si spende per la moglie passata alla Lega in occasione delle elezioni europee. Ora il cerchio si chiude: anche il marito sale sul Carroccio di Salvini.

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