Contributo per l'acquisto di auto e moto ecologiche: serve la dichiarazione di antifascismo

Inserita (come sempre) nel bando la "dichiarazione di antifascismo". La Lega fa polemica: «Forzatura ideologica»

Chi chiede il contributo del Comune di Milano per l'acquisto di auto, scooter o bici ecologiche, il cui bando è stato appena pubblicato, deve firmare, tra gli altri documenti richiesti, la dichiarazione di «rispettare i principi, le norme e i valori della Costituzione italiana, repubblicana e antifascista». E' scritto nero su bianco al punto 8 del bando ("Modalità e termini per l'ottenimento del contributo"), e non è passato inosservato: alcuni esponenti della Lega si sono scagliati contro l'amministrazione comunale accusandola di avere «infilato una forzatura ideologica» nel bando stesso.

Tutto regolare per Palazzo Marino: la delibera della giunta 651/2018, in vigore dal 13 aprile (anticipata da un ordine del giorno in consglio comunale), prevede infatti che «la dichiarazione dovrà essere sottoscritta da tutti i soggetti che chiedono al Comune di Milano la concessione di suolo pubblico, sale e spazi per lo svolgimento di manifestazioni o iniziative, patrocinio, contributi diretti o indiretti». Tutti i soggetti, quindi anche privati cittadini; e anche per i contributi, quindi applicabile al caso specifico. E, in caso di assenza della dichiarazione, l'amministrazione «non potrà accogliere» la richiesta. Anche se le polemiche non sono mancate in questi anni.

Ma che cosa dice esattamente la dichiarazione? Chi la firma, dichiara «di riconoscere e di rispettare i principi, le norme e i valori della Costituzione italiana, repubblicana e antifascista, che vieta ogni forma di discriminazione basata su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali». 

Per Silvia Sardone (consigliera comunale e parlamentare europea) e Gianmarco Senna (consigliere regionale), entrambi della Lega, «i compagni fanno la guerra alle classiche automobili mossi dal finto ambientalismo e addirittura ci infilano una forzatura ideologica che non fa altro che ripetere quanto già previsto dalla nostra Costituzione, solo per strizzare l'occhio a quella galassia di antifascismo militante che comprende l'ala più dura e oltranzista della sinistra, vedi i violenti dei centri sociali e dei collettivi».

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I due leghisti vanno oltre e, forti della recente risoluzione del Parlamento europeo sui crimini di tutti i regimi totalitari, si chiedono perché «nel modulo non si aggiunge il rifiuto ai valori del comunismo». 

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