Moratti: “Massari ha mancato di rispetto” L'assessore: “Mia dignità alla berlina”

Il sindaco spiega le ragioni delle dimissioni di Paolo Massari, l'assessore accusato da due donne di molestie. L'interessato: "La mia dignità è stata completamente messa alla berlina"

Comportamenti definiti "non consoni al ruolo istituzionale" che hanno minato il "pieno e continuo rispetto delle persone" sono le parole con le quali il sindaco Letizia Moratti ha spiegato le dimissioni di Paolo Massari da Palazzo Marino. L'assessore, accusato da due donne di molestie sessuali, ha lasciato il suo incarico rimettendo anche le deleghe.

Al sindaco, che ieri all'apertura del Consiglio comunale ha recapitato la lettera che l'ha spinta ad accettare le dimissioni dell'ex assessore, ha ribattuto il diretto interessato. "La mia dignità è stata completamente messa alla berlina e davanti alla mia dignità tutta la mia vicenda politica scompare", ha detto Massari. Nel difendersi dalle accuse di presunte molestie sessuali, l'ormai ex assessore milanese all'Ambiente ha preferito soprassedere sul suo futuro politico, riconoscendo che il suo primo obiettivo, in questo momento, è la tutela della sua rispettabilità.

Le presunte molestie sarebbero state denunciate da due donne durante la visita ufficiale del vice primo ministro norvegese. Si tratterebbe, secondo quanto accertato, di una dipendente del Comune e di una diplomatica norvegese.

"Alcuni comportamenti di Paolo Massari non sono consoni al ruolo istituzionale durante la visita ufficiale del vice primo ministro norvegese", si legge ancora nella lettera del primo cittadino, una motivazione giudicata sufficiente a tagliare i rapporti di lavoro. "Ho rimesso le deleghe a patto che, chiarita la vicenda, mi vengano restituite: io la mia parte dell'opera l'ho svolta" ha esplicitato l'ex assessore.

A sostenere Massari durante la sua prima conferenza stampa dopo lo scandalo era presente anche la moglie Olivia, che ha parlato di "storia grottesca", demandando ad altre sedi ulteriori valutazioni. Spetterà infatti ai legali Luigi Isolabella e Umberto Ambrosoli difendere la "dignità" dell'ex assessore comunale.

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