Referendum, a Milano città vince il Sì col 56% dei voti

"Sì" in netto vantaggio quasi ovunque nel capoluogo lombardo. Confermati gli exit poll

Urne chiuse alle 15, poi al via le operazioni di spoglio delle schede per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Non è previsto il raggiungimento di un quorum perché sia valido. Il Sì vince a Milano e nella Città Metropolitana ma in misura nettamente inferiore rispetto alla media nazionale. L'affluenza a Milano città è al 45,19%, in Città Metropolitana al 49,72%. Nella città di Milano, l'affluenza più alta si è registrata nel Municipio 3 con il 47,5%; la più bassa nel Municipio 6 (43,8%). Complessivamente hanno votato 432.236 milanesi.

Risultati per il referendum a Milano città

Come nel resto d'Italia, a Milano città prevalgono i Sì. A scrutinio completo, il Sì ottiene il 56,54% dei voti, il No si ferma al 43,46%. Prevalgono i No solo nel Municipio 1 (centro storico), a percentuali esattamente invertite: 56,54% per il No, 43,46% per il Sì. Il voto più equilibrato nel Municipio 3 (Città Studi, Lambrate), con il Sì al 50,69%. La vittoria più netta del Sì nel Municipio 9 (Niguarda, Bicocca, Affori, Bruzzano, Bovisa), con il Sì al 60,37% e il No al 39,63%.

In Città Metropolitana, con tutte le 2.885 scrutinate, il Sì ottiene il 65,69% dei voti, il No si ferma al 34,31%. 

Alle 18:24, a livello nazionale, nelle 54.187 sezioni scrutinate (sul totale di 61.622) il 69,51% dei votanti ha espresso la propria preferenza per il Sì, ovvero a favore del taglio del numero dei parlamentari.

Referendum, sì o no: di cosa si tratta

Questo il quesito del referendum: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?".

Se dovesse vincere il sì, il numero dei parlamentari eletti passerebbe da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Se dovesse vincere il no invece i parlamentari resterebbero 945. Gli elettori sono infatti chiamati a confermare o bocciare quindi la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, modifica approvata dal Parlamento l’anno scorso che prevede il taglio dei parlamentari, riducendo l’attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita (ma riducendone il numero, al massimo 5 in totale). Prevista anche una diminuzione dei parlamentari all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4.

Se dovesse vincere il sì, il taglio dei parlamentari entrerà in vigore dopo le prossime elezioni politiche. I senatori a vita, nominati dal Presidente della Repubblica per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario rimarranno ma non potranno essere più di cinque: finora cinque senatori erano quelli che ciascun Capo dello Stato poteva nominare in base all'articolo 59 della Costituzione. Si tratta del quarto referendum confermativo della Storia della Repubblica italiana.

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