Disabili e caregiver, ancora rimandato il ritocco all'insù del contributo dopo il taglio di 200 euro

Regione Lombardia rimanda ancora il provvedimento tanto atteso, dopo il blitz del 23 dicembre che ha scatenato le proteste

Repertorio

E' rimandata la delibera che dovrebbe, in Regione Lombardia, mettere una "pezza" al pasticcio sui disabili gravi e i loro caregiver. L'assessore alle politiche sociali Stefano Bolognini (Lega) non ha infatti ancora presentato in commissione la delibera in questione. Lo farà, come lui stesso ha annunciato, la prossima settimana. Ma è dal 23 dicembre che si attende la soluzione a un cortocircuito creatosi con un'altra delibera, che ha cambiato le regole per l'accesso a importantissimi contributi economici da parte dei caregiver.

Con la delibera del 23 dicembre, il contributo è stato abbassato da 600 euro (2019) a 400 euro al mese (2020), ma nel 2018 era addirittura di mille euro al mese. Un calo non giustificato dai classici "tagli" statali, visto che anzi il governo aveva appena incrementato il fondo autosufficienze per le Regioni assegnando alla Lombardia 90 milioni di euro per il 2020 e altrettanti per il 2021, contro i 70 milioni del 2019.

L'abbassamento del contributo da 600 a 400 euro è stato giustificato da Regione Lombardia richiamando la norma nazionale che prevede «almeno 400 euro al mese di contributo», norma indispensabile visto che in alcune Regioni il contributo è pari a zero. Inizialmente la giunta lombarda ha promesso di riportare a 600 euro il contributo per coloro che devono assumere persone (o acquistare servizi) per i disabili in famiglia, ma a condizioni parse subito irrealistiche: un'ora di assistenza specialistica può costare circa 25 o 30 euro, e verrebbe richiesta l'assunzione per almeno 10 ore settimanali. Di conseguenza, questi 200 euro aggiuntivi al mese si traducono in una risorsa gravemente insufficiente alle reali necessità.

Martedì scorso Bolognini si era preso l'impegno di discutere in commissione il 12 febbraio la delibera "di rimedio" del pasticcio; ma non è successo. «Si era preso un impegno in consiglio regionale e il fatto che non sia venuto la dice lunga su come affronti i problemi di queste persone. Noi non accetteremo un pacchetto già chiuso e non accetteremo allusioni alla mancanza di fondi, perché quest’anno dal governo sono arrivati venti milioni in più dell’anno scorso, quando i contributi a queste famiglie erano ben diversi. È una solo una questione di scelte e di priorità», commentano Fabio Pizzul e Gian Antonio Girelli del Partito Democratico.

Poco dopo è arrivata la giustificazione di Bolognini: «Le risorse sono state liberate in queste ore, per cui abbiamo preferito rimandare la commissione a martedì per dare un quadro certo alle famiglie». L'assessore ha comunque anticipato di avere trovato 12 milioni per garantire il contributo fisso di 600 euro come nel 2019, arrivando a un importo massimo di 1.700 euro con voucher sanitari per gravi e determinate situazioni.

«Si smetta di cercare scuse e si faccia la cosa giusta», ribatte Gregorio Mammì del Movimento 5 Stelle: «Le famiglie non possono essere legate agli umori della Lega, invito l’assessore ad andare insieme al suo leader Matteo Salvini a citofonare a casa dei genitori con figli disabili gravi per farsi raccontare le difficoltà quotidiane». Secondo l'esponente pentastellato, «L’assessore Bolognini, pur riconoscendo la delicatezza del tema, per difendere la sua assenza non ha avuto la stessa sensibilità quando il 23 dicembre con una delibera ha tagliato i fondi alle famiglie dei disabili gravi e gravissimi».

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