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"Dito" di Cattelan, per i cittadini "deve rimanere"

Boeri chiama, la cittadinanza risponde. In tanti hanno partecipato alla "tavola rotonda" indetta dall'assessore per decidere il futuro dell'opera di Cattelan. Per molti deve rimanere

Boeri chiama su Facebook. I cittadini rispondono. Il "Dito" di Maurizio Cattelan, in piazza Affari, è stato al centro di un dibattito l'altra sera davanti alla Borsa valori. Deve rimanere oppure no? Qualora dovesse essere tolto, il Comune perderebbe la donazione. Per la gente l'opera deve rimanere.

Al microfono, infatti, si sono allora susseguite le proposte dei milanesi, con giudizi che si sono divisi, anche se è prevalsa l'idea di mantenere la creazione di Cattelan di fronte al Palazzo della Borsa italiana. "Deve restare qui - ha sostenuto una signora - perché in questo caso l'artista ha avuto la capacità, come spesso accade all'arte, di anticipare gli eventi e quindi la crisi. Ha un significato preciso". Proprio il messaggio è stato da alcuni contestato. "E' ambiguo - ha risposto uno dei partecipanti - e mi sembra più che altro una sapiente strategia di marketing dell'autore". 

L'assessore si è detto molto soddisfatto del confronto e ha detto che "ci ragioneremo su con calma e vi faremo sapere". Se dovesse optare per accettare la donazione, la Giunta dovrà procedere con una delibera che rinnovi la proroga, visto che i tempi dell'iter burocratico per l'inclusione nel patrimonio comunale sarebbero troppo lunghi e andrebbero oltre la deadline del 30 settembre. Intanto, l'assessore ha già annunciato l'intenzione di ripetere l'esperimento di consultazione diretta dei cittadini anche per il monumento a Sandro Pertini in largo Croce Rossa, vicino via Montenapoleone.

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