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Il dito di Cattelan spacca la giunta: discussione rinviata a gennaio

Il Comune è chiamato a pronunciarsi sul prolungamento per altri sei mesi. Numerosi gli assessori contrari. La Moratti, per non provocare ulteriori frizioni, ha rimandato la decisione al 4 gennaio

Il rapporto tra Maurizio Cattelan e Milano è destinato ad essere tormentato e a continuare a suscitare polemica. Dopo la mostra, i suoi cartelloni e l'installazione L.O.V.E., la giunta torna a dividersi. Oggetto del contendere proprio l'ultima installazione su citata, da tutti forse più conosciuta come il “Dito”.

La giunta in particolare si è divisa sulla proroga per altri sei mesi. La decisione per ora è rinviata al 4 gennaio. Il rinvio è stato quasi obbligato visto che metà metà degli assessori sono contrari a tenere in via permanente la statua in piazza Affari (oltre alla Borsa).

Per il no sarebbero l'assessore all'urbanistica , quello alla salute Landi, allo sport Rizzi, al bilancio Beretta e all'arredo urbano Cadeo.

L'artista in passato ha detto che se Milano vuole la statua gratis deve lasciarla davanti alla borsa perché è stata pensata per stare quel luogo. Una soluzione potrebbe essere acquistarla per poterne fare quello che si vuole.


Favorevoli a mantenere la statua, quantomeno per altri sei mesi, l'assessore alla cultura Finazzer Flory, l'assessore al Commercio Terzi e quello ai servizi civici Pillitteri.

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