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Elezioni in Lombardia, ci sarà la doppia preferenza di genere. Polemiche su firme per le liste

Il 21 è previsto il dibattito in consiglio regionale sulle modifiche alla legge elettorale. I 5 Stelle chiedono anche il doppio turno

L'aula del consiglio regionale

Il 21 dicembre è in programma, in consiglio regionale, il dibattito per modificare alcuni punti della legge elettorale lombarda. In teoria l'unica modifica prevista e promossa dalla giunta sarebbe quella di introdurre la possibilità della doppia preferenza di genere, cosa che ormai già avviene per le elezioni comunali.

Significa che, sulla scheda elettorale, sarà possibile scrivere non più soltanto un candidato ma due, a patto che siano di sesso opposto. Una modifica su cui sono tutti d'accordo e che può dirsi come già fatta. Ma le questioni in campo saranno anche altre, sulla base delle richieste dei partiti. 

Prima questione, il numero di firme da raccogliere per i partiti non presenti in consiglio regionale con un proprio gruppo al momento del voto. Si tratta di un numero elevatissimo, circa 20 mila, ma in tutte le province in cui ci si candida. Per esempio, 1.500 nella provincia di Sondrio, oltretutto in mesi non esattamente "favorevoli" tra le vacanze di Natale e Capodanno, la neve e il resto. 

Martedì mattina, i Radicali e Rifondazione hanno protestato davanti al Pirellone chiedendo che questa norma venga sensibilmente modificata, ottenendo però, almeno per ora, il rifiuto di Maroni, secondo cui «se uno non ha il consenso, è un problema suo». Affermazione a cui i Radicali hanno ulteriormente replicato, spiegando che raccoglieranno «legalmente le firme, mentre in passato esponenti di altri partiti sono stati condannati per firme false».

Le opposizioni in consiglio regionale, però, intendono dare battaglia sul punto. Il Partito Democratico, con Alessandro Alfieri, ha già fatto sapere di condividere la richiesta di diminuire le firme necessarie, mentre il Movimento 5 Stelle proporrà sia la riduzione del numero sia l'obbligo di raccolta firme anche per i partiti oggi presenti in consiglio.

Dai 5 Stelle è pronta anche un'altra proposta: quella dell'introduzione del ballottaggio. Un'idea che ben difficilmente verrà accolta, anche perché molti la vedono strumentale proprio in favore dei pentastellati che, in tal modo, avrebbero maggiori probabilità di successo finale, posto che il loro candidato presidente Dario Violi dovrebbe comunque arrivare almeno secondo. 

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