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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Dossier Lega, spuntano intercettazioni "osè" per i politici bresciani

Un dossier di intercettazioni con sms privati e telefonate; relazioni extraconiugali e scappatelle. Era stato proposto all'ex lumbard Arrighini: "Non mi interessava, era solo sfera privata". Relazioni con l'inchiesta bresciana?

Sarebbe spuntato anche un dossier "a luci rosse" sugli esponenti bresciani della Lega Nord. Lo denuncia, con un'intervista a Il Giorno, Giulio Arrighini, ex esponente del Carroccio e ora segretario nazionale della Lega Padana Lombardia. Difficile dire se abbia collegamenti con l'inchiesta della procura di Brescia su presunti dossieraggi illeciti nei confronti di politici lumbard, volti, tra il 2009 e il 2010, a far "fuori" gli avversari di Renzo Bossi per la sua elezione. L'assessore regionale allo Sport Monica Rizzi, infatti, risulta essere indagata.

Le coordinate "spazio-temporali" coincidono. Arrighini denuncia che quei documenti ("Un faldone di sms spiati e oltre trecento pagine di intercettazioni telefoniche") gli erano stati proposti nell'inverno del 2009, qualche mese prima della campagna per le Regionali. Chi era stato a presentarsi? "Non sapevo come si chiamasse. Era un uomo corpulento, dal forte accento meridionale. Venne nel mio negozio. Mi disse: le possono interessare questi documenti?".

I fogli contengono "decine di intercettazioni di conversazioni private e sms tra i vari esponenti di spicco del Carroccio bresciano". "Dagli scritti - spiega Arrighini - si evincevano relazioni extraconiugali, litigi, scappatelle, anche minacce. Tutte cose private, niente di rilevante dal punto di vista politico. Non mi interessava nulla. Dissi "no grazie"". Arrighini non sa "come possano essere entrati in possesso di quei documenti". "Non c'era nessuna intestazione alle forze dell'ordine", spiega.

Resta da capire, quindi, se il faldone "osè" possa essere ricondotto o meno all'inchiesta bresciana.

 

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