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L'ecomostro

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"Addio" all'ecomostro Monluè dei Mondiali '90: la nuova area

In totale, 265 mila metri quadrati di verde sono stati restituiti alla città, con un parco pubblico attrezzato (15mila metri quadrati) per i bambini, le scuole, le famiglie, nuovi terreni per l'agricoltura (130mila metri quadrati) e un'ampia fascia di riqualificazione naturalistica

Il Comune di Milano è stato premiato da Legambiente con il riconoscimento nazionale “Sterminata Bellezza” per la demolizione dell’ecomostro nel parco Agricolo Sud – lo scheletro dell’albergo dei Mondiali di Italia ’90, divenuto un simbolo degli scempi urbanistici nel nostro Paese – e per la riqualificazione paesaggistica e ambientale dell’intera area.

In totale, 265 mila metri quadrati di verde sono stati restituiti alla città, con un parco pubblico attrezzato (15mila metri quadrati) per i bambini, le scuole, le famiglie, nuovi terreni per l’agricoltura (130mila metri quadrati) e un’ampia fascia di riqualificazione naturalistica lungo il fiume Lambro (120mila metri quadrati) caratterizzata da percorsi ciclopedonali.

La costruzione dell’ex albergo Monlué di sette piani e 300 stanze era stata avviata nel 1989, grazie a una normativa molto permissiva e derogatoria adottata per i Mondiali di calcio di Italia ‘90. I lavori si erano però arenati, impedendo così di terminare l’edificio in tempo per i Mondiali. Venuto meno il presupposto per usufruire della deroga normativa, l’intero immobile era diventato abusivo ed è rimasto in stato di degrado e abbandono per 23 anni, con problemi per la stessa sicurezza degli abitanti della zona. L’ecomostro ha rappresentato uno degli esempi più eclatanti di architettura incompiuta sul territorio milanese, una vera e propria ferita nel paesaggio a sud est della città, ben visibile anche dalla tangenziale.

L’abbattimento, deciso da Palazzo Marino nel novembre 2011, è stato completato in appena 150 giorni nel 2012. Questo risultato è stato possibile grazie a un accordo innovativo tra il Comune di Milano e Beni Stabili Siiq, proprietario della struttura: quest’ultimo ha sostenuto interamente gli oneri della demolizione, a fronte di un cambio di destinazione d’uso su un altro immobile a Milano.

Dalla demolizione sono state recuperate 850 tonnellate di materiale ferroso, con un’evidente attenzione all’ambiente che ha caratterizzato ogni fase dell’intervento In totale, 265.000 metri quadrati di aree (di cui 38.000 occupati dal sedime dell’ex ecomostro) sono stati sottoposti a riqualificazione, destinandoli all’attività agricola, al rafforzamento naturalistico delle sponde fluviali e alla riconnessione con il quartiere di Ponte Lambro, mediante la creazione di una rete di percorsi ciclopedonali in fase di attuazione e di un parco pubblico lungo via Vittorini aperto lo scorso dicembre, con quasi duecento nuove piante, un’area giochi per i bambini, un’area cani, percorsi per camminare e andare in bicicletta.

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