Elezioni comunali 2021

Attesa finita: da oggi parte la propaganda con le affissioni dei manifesti per le elezioni

Dopo le polemiche, e un esposto in procura, via libera alle affissioni in strada

La quadratura del cerchio è stata trovata. A Milano, dove fra meno di un mese si vota per eleggere il nuovo sindaco, possono partire le affissioni dei manifesti per la propaganda in vista delle prossime elezioni comunali, manifesti che hanno letteralmente infiammato gli ultimi giorni di campagna elettorale. 

Un passo indietro: i tabelloni metallici, unico luogo in cui è possibile affiggere manifesti per legge nell'ultimo mese prima del voto, sono stati recentemente installati dal comune in 170 posti in città. Ma in ogni postazione ci sono solo 24 tabelloni, mentre le liste ammesse al voto sono 28, con 13 candidati sindaco. Così - a causa del numero record di liste e dei ritardi di palazzo Marino - non è stato possibile dare il via alla propaganda sulle plance metalliche in strada. 

La soluzione è arrivata martedì per i municipi 2, 6, 7 e 8 e arriverà dalle 20 di mercooledì per i restanti municipi 1, 3, 4, 5 e 9. "Il documento dell’area pubblicità e occupazione suolo spiega come il numero di liste depositate rappresenti un eccezionale e quanto mai imprevedibile aumento sia rispetto al valore ‘storico’ di riferimento sia rispetto al numero di liste partecipanti alle ultime elezioni comunali. Pertanto, pur avendo prudenzialmente previsto 24 spazi, si è reso necessario aumentare le postazioni avviando subito l’intervento nelle 170 località individuate", ha sottolineato il comune in una nota.

Nonostante le giustificazioni, però, il tema ha fatto discutere - e non poco - i candidati sindaco. Tra i più accesi Luca Bernardo, candidato del centrodestra, che ha parlato di "democrazia lesa", "boicottaggio" e "processo elettorale falsato", presentando un esposto in procura e lasciando intendere che l'unico favorito dai ritardi fosse proprio il sindaco uscente, e ricandidato, Beppe Sala. Accuse che il primo cittadino ha respinto al mittente con un lungo post sui social ricordando che "di comunicazione elettorale a Milano ce n'è fin troppa. Matteo Salvini, uno dei principali accusatori del comune, ha riempito la città di manifesti col suo volto per tutta l'estate, a dimostrazione, e ci mancherebbe, che il pluralismo è garantito". 

E ancora, sempre Sala: "Si parla di elezioni ovunque, in tv, in radio, sui giornali, nei sondaggi, nei mercati, negli aperitivi, nei comizi, negli eventi, al bar, a cena con gli amici". Da oggi si "parlerà" di elezioni anche sui tabelloni in strada.

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