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Elezioni comunali 2021

Il tiramolla di Albertini comincia ad assomigliare a una telenovela

Salvini lo sponsorizza con forza (forte dei sondaggi): "E' l'uomo giusto". E lui snocciola gli endorsement, ma non decide

Comincia ad avere i contorni di una telenovela. Gabriele Albertini, 71enne ex sindaco di Milano ed europarlamentare, non ha ancora chiuso completamente la porta alla sua ricandidatura per le Comunali 2021. A furia di frasi sibilline ha fatto capire che non ci ha messo una pietra sopra sull'idea di tornare a Palazzo Marino. In una lettera a un quotidiano aveva "dato la colpa" alla moglie del suo no: "Voglio godermi questi ultimi anni". Ma ogni giorno che passa la sua scelta sembra vacillare. 

Il centrodestra (o meglio, Salvini contro gli altri) non sta trovando un candidato all'altezza per sfidare Sala. Siamo a metà maggio e il tempo corre. I sondaggi sono chiari: c'è partita solo con Albertini. Lupi è indietro; gli altri nomi "della società civile" (Veronesi) sono a oggi lontani ed immensi punti interrogativi. "Se escludo al 100% di candidarmi a sindaco di Milano? Le condizioni che ho scritto in una lettera per spiegare i motivi della mia scelta sono vere, rappresentano la verità. Però siccome di definitivo c'è solo la morte io non so che può succedere da qui a qualche giorno. Un piccolo spiraglio lo lasciamo perché di definitivo c'è solo la morte", ha detto Albertini a Radio1 a Un Giorno da Pecora qualche ora fa. 

Poi il ritorno su una battuta che aveva fatto stizzire, e non poco, gli animi della destra milanese. "Conferma, nel caso di candidatura, di aver pensato di proporre a Beppe Sala l'eventuale ruolo di vicesindaco?", gli è stato chiesto. "Questa cosa mi ha molto infastidito perché Beppe Sala l'ha presa come una battuta. La mia era una proposta molto seria e mi dà molto fastidio che lui non l'abbia capito" spiega l'europarlamentare. "I sondaggi di Mannheimer dicono che vinco ancora prima di scendere in campo, quelli della Ghisleri dicono che saremmo quasi pari. Insomma, ce la giocheremmo, come una monetina con testa o croce", spiega. Salvini lo sa benissimo. Nonostante il primo no, insiste: "Il nostro candidato ideale è Albertini".

Albertini da piacione snocciola gli endorsement. Svela di aver ricevuto una chiamata di sostegno dall'ex ministro delle Finanze Giulio Tremonti, telefonata che in diretta radiofonica ha 'raccontato' imitandone la voce con la 'evve'. "Tra le persone che mi hanno telefonato in seguito alle voci su una discesa campo per la corsa a sindaco c'è stato anche Tremonti, che stimo moltissimo, Mi ha detto: 'Ho cercato di fare delle riflessioni per capire quello che potevo consigliarti e credo che potresti vincere agevolmente. Noi andiamo incontro ad un piano Marshall, e tu potresti esser protagonista di questo momento fulgido per Milano. Fallo, fallo per me, se vuoi ti do dei consigli'", ha detto Albertini in 'versione' Tremonti. La fine dello 'sceneggiato' è ancora da scrivere.

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