Lunedì, 14 Giugno 2021
Elezioni comunali 2021

Albertini dirà sabato 15 maggio se si candida a sindaco per il centrodestra

L'ex primo cittadino scioglierà definitivamente la riserva. "Un balletto surreale", risponde il centrosinistra

Il no di Albertini potrebbe diventare un sì. Non è un mistero che l'ex sindaco di Milano, dopo avere scritto nero su bianco, il 6 maggio, di non essere disponibile alla candidatura sia per l'assenza di coesione tra i leader di centrodestra sia per la contrarietà della moglie, abbia lasciato comunque aperti alcuni spiragli. Si veda la frase di qualche giorno fa, sui "re magi" Berlusconi-Salvini-Meloni e su un eventuale "arcangelo Gabriele" che potrebbe fargli dire di sì.

L'ultima leader di centrodestra ad avere parlato, giovedì, con Albertini è Giorgia Meloni. Gli avrebbe detto che non ci sono veti su di lui da parte di Fratelli d'Italia, tutt'altro, è stata ed è semmai questione di metodo: Fdi ha chiesto (e ottenuto per settimana prossima) un incontro tra vertici per parlare di tutte le candidature a sindaco delle città più importanti in cui si vota nell'autunno 2021, da Milano a Roma, da Napoli a Torino. 

Il sì sostanziale della Meloni ha aperto ulteriormente lo spiraglio di possibilità anche se Albertini, già sindaco di Milano dal 1997 al 2006, si è riservato ancora qualche ora di tempo per decidere. Ha annunciato che sabato 15 maggio, anniversario peraltro del suo insediamento nel 1997, darà una risposta e sarà quella definitiva. A quel punto, il vertice di centrodestra previsto per settimana prossima non farebbe altro che "ratificare" la decisione. Albertini del resto, stando ai sondaggi, è e resta il migliore avversario di Sala, per alcuni sondaggisti capace anche di batterlo. E questo prima che sia iniziata la campagna elettorale.

Di sicuro, l'ex primo cittadino ha avviluppato il centrodestra milanese (e non solo) in un "loop" tra il sì e il no che non è, forse, ciò che si aspettava Salvini quando ha estratto dal cilindro il suo nome. «Un balletto surreale poco rispettoso di Milano», lo definisce Giulia Pastorella, tra i leader milanesi di Azione: «La nostra città non merita candidati che trasmettono indecisione e incertezza. La situazione ricorda la scena del film di Moretti: mi si nota di più se mi candido oppure se mi faccio pregare ancora un po'?».

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